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Piume Baciatemi

1836-1870: fucili e carabine dei Bersaglieri, dalle armi La Marmora ai Remington

8° Bersaglieri Rgt.
8° Bersaglieri Rgt.. Autore: Utente:Jollyroger — licenza CC BY-SA 2.5, Wikimedia Commons.Foto: Utente:Jollyroger · Wikimedia Commons · CC BY-SA 2.5 · fonte

Le prime armi lunghe dei Bersaglieri rispondevano alle esigenze della fanteria leggera. Dal 1836 al 1870, una successione di modelli precedette l’adozione delle dotazioni comuni dell’Esercito.

Le armi di una fanteria leggera

La storia delle prime dotazioni dei Bersaglieri mostra un rapporto preciso tra il compito dei reparti e la scelta delle loro armi. Per queste unità di fanteria leggera vennero inizialmente selezionati fucili e carabine adatti a un impiego specifico. In generale, si trattava di armi meno pesanti e più precise di quelle assegnate alle altre unità dell’esercito.

Questa indicazione va letta senza trasformarla in una regola assoluta. La fonte consultata descrive infatti una caratteristica abituale delle prime dotazioni, non un confronto dettagliato fra ogni arma dei Bersaglieri e ogni modello degli altri reparti. Non riporta pesi, risultati di tiro o misure della precisione. Consente però di riconoscere il criterio che orientò le scelte iniziali: fornire armi lunghe coerenti con il ruolo della specialità.

La successione dei modelli riportata copre il periodo dal 1836 al 1870. Comprende fucili, carabine, un esemplare sperimentale e modifiche di armi precedenti. È dunque una storia di dotazioni che cambiano nel tempo, da seguire distinguendo le denominazioni dei modelli dalle date indicate per ciascuno.

1836-1844: i modelli La Marmora

Il percorso si apre nel 1836 con il fucile per Bersaglieri denominato Mod. “La Marmora”. È la prima arma della successione. La voce non ne precisa il calibro e non offre altri particolari tecnici. Il suo posto nella cronologia è tuttavia chiaro: precede le carabine che caratterizzano le successive voci dell’elenco.

Nel 1839 compare una carabina anch’essa chiamata Mod. “La Marmora”. In questo caso le informazioni sono più articolate. Il calibro è di 16 millimetri; l’arma è rigata e impiega il sistema Delvigne. Viene inoltre presentata come sperimentale. Quest’ultimo dato è importante, perché distingue il modello da una versione già definita nella sua forma definitiva.

Il passaggio seguente arriva nel 1844, con la carabina Mod. 44. Il testo la collega direttamente alla precedente, indicandola come la sua variante definitiva. Fra le due voci non c’è quindi soltanto una successione di date: è dichiarato anche un rapporto di sviluppo. Mancano invece particolari sulle differenze introdotte. Non è possibile ricavare dal brano quali componenti fossero state cambiate o quali risultati avessero accompagnato il passaggio dalla versione sperimentale a quella definitiva.

1849-1869: nuove carabine e modifica a retrocarica

La carabina Mod. 48 è associata nell’elenco al 1849. Occorre conservare questa distinzione: il numero presente nel nome del modello e l’anno riportato accanto all’arma non coincidono. La dotazione descritta ha un calibro di 16,9 millimetri e utilizza il sistema Francotte. Sono questi gli elementi tecnici forniti per identificarla.

Nel 1856 segue la carabina Mod. 56, con calibro di 17,5 millimetri e sistema Miniè. Rispetto alla carabina indicata nella voce precedente cambiano dunque sia il calibro riportato sia il sistema nominato. Il testo non accompagna questi dati con un giudizio sulle prestazioni. Sarebbe perciò improprio presentare il nuovo modello come più efficace o più preciso sulla sola base della sua posizione nella cronologia.

Un altro legame esplicito fra due armi emerge con la carabina Mod. 68, collocata nel 1869. Questa viene descritta come una trasformazione a retrocarica della Mod. 56. La sequenza documenta quindi anche l’adattamento di un modello precedente, non soltanto la comparsa di denominazioni nuove. Come per la Mod. 48, va mantenuta distinta la sigla dell’arma dall’anno che il testo le associa.

1870: i Remington e la successiva dotazione comune

L’ultima voce della serie riguarda il 1870 e comprende due tipi di arma: il fucile e la carabina Remington “Rolling Block” Mod. 70. Per entrambi è indicato il calibro di 12,7 millimetri. La loro provenienza costituisce un elemento particolare rispetto alle voci precedenti: erano armi già pontificie, acquisite come preda bellica.

Il brano non specifica quanti esemplari fossero disponibili, a quali reparti bersaglieri venissero assegnati o per quanto tempo restassero in servizio. La loro presenza nella successione delle dotazioni è attestata, ma non permette di ricostruirne la distribuzione. Anche in questo caso, distinguere i dati disponibili da quelli mancanti aiuta a mantenere una lettura rigorosa.

Dopo questa fase, i Bersaglieri ricevettero gli stessi modelli di armi lunghe utilizzati dalle altre unità dell’Esercito. Non sono precisati né la data del passaggio né i nomi delle successive dotazioni. La vicenda delineata si chiude così con un cambiamento di indirizzo: dalle prime scelte legate al particolare impiego della fanteria leggera si passò a modelli condivisi con gli altri reparti.

Bibliografia e fonti

Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.

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