Cernaia 1855: i Bersaglieri nella riconquista dello Zig-Zag
Il 16 agosto 1855 i Bersaglieri parteciparono al contrattacco piemontese sulla Cernaia. Il loro ruolo nella riconquista delle trincee e il significato di una vittoria alleata.
Il 16 agosto 1855, lungo la Cernaia, i Bersaglieri presero parte alla risposta piemontese contro l’offensiva russa. Il loro intervento emerge soprattutto nella riconquista dello Zig-Zag, un insieme di trincee e fortificazioni avanzate. Fu un episodio di una battaglia più ampia, combattuta insieme ai francesi a sud-est di Sebastopoli, nella guerra di Crimea.
Per comprendere quel contributo occorre distinguere le azioni dei reparti bersaglieri dall’operato complessivo del contingente piemontese. La vittoria dipese dalla difesa alleata, dai contrattacchi francesi e dall’efficacia delle artiglierie. Non fu, dunque, un successo esclusivamente piemontese, come sarebbe stato presentato in alcune celebrazioni successive.
La Crimea e l’ultimo tentativo russo
La guerra era cominciata nel 1853, dopo una controversia tra Russia e Francia sui luoghi santi situati nei territori ottomani. Nel marzo 1854 Francia e Gran Bretagna avevano dichiarato guerra alla Russia in difesa della Turchia. Il Regno di Sardegna si era unito al conflitto nel gennaio 1855, preoccupato da un possibile avvicinamento politico tra Francia e Austria.
Al centro delle operazioni si trovava Sebastopoli, base navale russa sul Mar Nero, stretta dall’assedio alleato. I precedenti tentativi di liberarla erano falliti. Anche gli assedianti, però, affrontavano gravi difficoltà: il colera colpiva l’esercito e il 7 giugno aveva causato la morte di Alessandro La Marmora, comandante di una divisione piemontese.
Lo zar Alessandro II cercava una vittoria che migliorasse la posizione russa nelle future trattative. Ordinò quindi a Michail Dmitrievič Gorčakov un nuovo tentativo. Nel consiglio militare del 9 agosto prevalse il progetto di attaccare le posizioni franco-piemontesi sulla Cernaia. Il generale Ėduard Totleben giudicò il piano destinato al fallimento, ma i preparativi continuarono.
I reparti piemontesi e la difesa sulle alture
I russi disponevano di una superiorità numerica, mentre gli alleati potevano sfruttare il terreno. I francesi occupavano le alture Fediukhine; sulla destra, i piemontesi tenevano il Monte Hasfort e alcune posizioni oltre il fiume. Per raggiungerli, gli attaccanti dovevano attraversare la valle, la Cernaia e il canale di un acquedotto, esponendosi al fuoco difensivo.
Il contingente piemontese contava 9.100 uomini e 36 cannoni. I reparti maggiormente impegnati appartenevano alla 2ª Divisione di Ardingo Trotti, subentrato ad Alessandro La Marmora. La spedizione era comandata da Alfonso La Marmora.
Nella divisione di Trotti erano presenti il 4º Battaglione Bersaglieri, nella brigata di Rodolfo Gabrielli di Montevecchio, e il 5º Battaglione Bersaglieri, in quella di Filiberto Mollard. Entrambe le brigate comprendevano anche fanteria e una batteria. Si aggiungevano diversi battaglioni scelti. Il racconto della battaglia descrive alcuni interventi del 4º Battaglione, mentre non precisa singole azioni del 5º: questa distinzione permette di riconoscere il contributo dei Bersaglieri senza attribuire loro episodi non documentati.
Dall’assalto all’alba al sostegno ai francesi
Alle quattro del mattino, con la nebbia ancora sulla valle, 9.000 uomini della divisione russa appartenente al corpo di Liprandi investirono lo Zig-Zag. L’avamposto era presidiato da un battaglione di 350 uomini. Dopo una dura resistenza, i piemontesi ripiegarono mantenendo l’ordine.
Gli scontri furono ravvicinati. Si combatté alla baionetta e, quando mancò il tempo per ricaricare, furono usate anche pietre dei parapetti. La difesa si raccolse poi sulla posizione chiamata Roccia dei piemontesi. Qui il tiro dell’artiglieria e l’arrivo della brigata Montevecchio contribuirono a fermare gli attaccanti.
Trotti tentò di riprendere l’iniziativa con due battaglioni scelti e una compagnia del 4º Battaglione Bersaglieri. L’ordine venne però revocato quasi immediatamente. Il generale francese Louis-Michel Morris temeva infatti che quel movimento lasciasse isolata la propria destra.
Intanto le truppe russe di Read attaccavano i francesi presso il ponte Traktir e sulle alture. Gli assalti furono respinti attraverso il fuoco e i contrattacchi, ma la pressione rimase forte. Quando la 17ª Divisione russa cercò di inserirsi tra francesi e piemontesi, La Marmora inviò reparti in aiuto degli alleati. Le batterie di Trotti colpirono il fianco degli attaccanti, raggiunti anche dalla fucileria piemontese.
I Bersaglieri tornano allo Zig-Zag
Tra le otto e le nove l’iniziativa passò agli alleati. Nel settore piemontese una compagnia di Bersaglieri precedette un battaglione di fanteria contro i russi che, dalla sponda opposta, ostacolavano con i loro fucili i movimenti alleati. Attraversato il fiume, i piemontesi recuperarono terreno e avanzarono inseguendo il nemico.
L’attacco della brigata Mollard contribuì al cedimento della 6ª Divisione russa. Pélissier fermò poi l’inseguimento, poiché più lontano erano raccolte altre truppe e artiglierie avversarie. La Marmora volle tuttavia recuperare lo Zig-Zag. Il 4º Battaglione Bersaglieri avanzò con due battaglioni scelti verso le trincee, che i russi abbandonarono poco dopo.
La riconquista ebbe un costo doloroso: Montevecchio ricevette al petto una ferita mortale e morì quasi due mesi più tardi. Poco dopo le dieci i russi completarono la ritirata. Il bilancio piemontese fu di 14 morti e 190 feriti; quello francese di 180 morti e 1.660 feriti. Le perdite russe furono molto maggiori.
Una vittoria militare dal peso diplomatico
Alla Cernaia fallì l’ultima possibilità russa di soccorrere Sebastopoli. La città cedette meno di un mese dopo, in seguito ad altre operazioni alleate. Per il governo di Cavour, il comportamento del contingente piemontese rappresentò un importante risultato politico.
Il Regno di Sardegna poté partecipare fra i vincitori al congresso di Parigi del 1856 e sostenere la questione italiana. In questo quadro, il ruolo dei Bersaglieri conserva un significato preciso: parteciparono ai contrattacchi e al recupero delle posizioni avanzate, dentro uno sforzo comune nel quale l’artiglieria piemontese ebbe un peso decisivo.
Bibliografia e fonti
Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.
Commenti
Caricamento dei commenti…
Per commentare deve accedere o iscriversi.
