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Piume Baciatemi

1836-1859: la nascita dei Bersaglieri e i primi impieghi nel Regno di Sardegna

Bersaglieri troops in Crimea
Bersaglieri troops in Crimea. Autore: Colonel Sir George Cadogan (1814-1879) — licenza Public domain, Wikimedia Commons.Foto: Colonel Sir George Cadogan (1814-1879) · Wikimedia Commons · Public domain · fonte

Dalla proposta di Alessandro La Marmora al combattimento di Goito: origini, compiti e crescita dei Bersaglieri nel Regno di Sardegna, tra il 1836 e il 1859.

1836: una nuova specialità voluta da La Marmora

La storia dei Bersaglieri ebbe inizio nel Regno di Sardegna. Il 18 giugno 1836 Carlo Alberto di Savoia ne autorizzò la costituzione mediante un brevetto regio. A proporre il nuovo corpo era stato Alessandro La Marmora, che allora prestava servizio come capitano nel Reggimento guardie. La sua idea riguardava non soltanto la creazione di nuovi reparti, ma anche il modo in cui questi avrebbero dovuto operare.

Al centro del progetto vi erano rapidità e capacità di adattamento. I bersaglieri erano soldati a piedi, destinati però a svolgere incarichi diversi con una particolare prontezza. La velocità richiesta non riguardava soltanto lo spostamento: doveva caratterizzare l'esecuzione dei compiti ricevuti. Era questo uno degli aspetti distintivi della specialità nelle intenzioni del fondatore.

La formazione del corpo avvenne gradualmente. La prima compagnia nacque nel luglio 1836; la seconda seguì nel gennaio 1837. Per la terza si arrivò al gennaio 1840, mentre la quarta fu costituita nel febbraio 1843. Queste quattro compagnie sarebbero poi state riunite nel primo battaglione.

Muoversi, esplorare e agire con autonomia

I compiti iniziali appartenevano all'ambito della fanteria leggera. Ai Bersaglieri spettava esplorare il terreno, stabilire il contatto iniziale con l'avversario e operare sui fianchi della fanteria di linea. Dovevano tuttavia mantenere una propria distinzione: non era previsto che entrassero nel suo schieramento mescolandosi agli altri fanti.

Questa separazione si accompagnava a un largo margine di autonomia nell'azione. L'addestramento comprendeva la corsa e l'uso di armi moderne per il tiro. Il singolo bersagliere doveva essere preparato ad agire anche senza il sostegno immediato degli altri. L'obiettivo era sorprendere il nemico con interventi di disturbo, capaci di ostacolarne i progetti.

La versatilità immaginata da Alessandro La Marmora ampliava ulteriormente questi incarichi. Oltre al ruolo di cacciatori, i suoi uomini potevano svolgere funzioni di guida e compiti che anticipavano quelli dei guastatori. La fonte consultata richiama questa varietà d'impiego, ma non offre episodi specifici per ciascuna funzione.

Era prevista anche una risposta alla cavalleria. Riuniti in gruppi ridotti e disposti a quadrato, i bersaglieri potevano tentare di spezzarne l'assalto. La loro preparazione, dunque, non si limitava alle azioni individuali o alla sorpresa: comprendeva anche una forma di difesa collettiva contro una carica.

1848-1849: Goito e l'aumento dei battaglioni

Il primo combattimento del corpo risale all'8 aprile 1848, presso il ponte di Goito, nel corso della prima guerra d'indipendenza italiana. È il momento in cui la storia dell'organizzazione e dell'addestramento incontra quella dell'impiego in battaglia. La fonte identifica questo esordio, senza descrivere le manovre dei reparti o attribuire loro risultati particolari.

Nello stesso periodo la struttura dei Bersaglieri si ampliò. Il 23 aprile 1848 venne costituito un secondo battaglione. Altri tre furono formati il 30 dicembre di quell'anno. Il 10 marzo 1849 si aggiunsero inoltre due battaglioni di bersaglieri provenienti dalla divisione lombarda. Sono passaggi che mostrano la crescita del corpo rispetto alle prime quattro compagnie.

Per l'aprile 1849 il riferimento ricorda anche l'intervento a Genova delle forze agli ordini di Alfonso La Marmora, impiegate nella repressione dei moti cittadini. Occorre distinguere questo episodio dalla fondazione legata ad Alessandro La Marmora. Inoltre, il brano non precisa quali reparti bersaglieri vi partecipassero né quali incarichi svolgessero: non consente quindi di ricostruirne un ruolo specifico.

La Crimea e la struttura del corpo fino al 1859

L'espansione proseguì negli anni successivi. Nel 1852 i battaglioni erano diventati dieci; nel 1859 sarebbero stati sedici. Questi dati indicano l'aumento delle unità, ma non forniscono il numero complessivo degli uomini. Per seguire l'evoluzione del corpo è dunque importante non confondere il conteggio dei battaglioni con quello degli effettivi.

Il testo colloca nel 1854 l'impegno dei Bersaglieri nella guerra di Crimea, presentando quella spedizione come il primo impiego fuori dai confini di truppe italiane. Alla Crimea è legata anche la morte di Alessandro La Marmora. Non vengono però descritti singoli combattimenti dei bersaglieri durante la campagna, né sono indicate le circostanze della morte del fondatore.

Un ulteriore cambiamento organizzativo arrivò nel 1856, quando fu istituito un ispettore per il corpo. A questa carica furono assegnate competenze corrispondenti a quelle di un comandante di brigata. Tra il 1836 e il 1859, il percorso documentato conduce così dalle prime compagnie a una struttura più ampia, nata intorno a un'impostazione precisa: mobilità, autonomia e varietà dei compiti.

Bibliografia e fonti

Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.

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