I Bersaglieri nella Brigata Aosta: da Trapani agli impegni in Libano e Somalia
La storia dell’Aosta e il posto dei Bersaglieri nella sua struttura meccanizzata. Dal presidio di Trapani agli impieghi documentati in Libano e Somalia.
Nella storia della Brigata Aosta, i Bersaglieri trovano un posto preciso nell’organizzazione meccanizzata. La fonte consultata indica a Trapani il 12º Reggimento bersaglieri e, dal 2005, il 6º. Segnala inoltre una compagnia del 6º in Libano nel 2009 e il reggimento in Somalia nel 2019. Sono questi i punti dai quali partire per raccontare la loro presenza, distinguendola dalle vicende complessive dell’unità.
L’Aosta appartiene all’Esercito Italiano e ha i propri reparti in Sicilia. Dal gennaio 2022 risponde direttamente al Comando Forze Operative Sud. Il suo percorso comprende numerosi cambiamenti di ordinamento: brigata e divisione di fanteria, poi formazione motorizzata e infine meccanizzata.
Le radici dell’Aosta e le guerre dell’Ottocento
Le origini risalgono al reggimento Aosta, formato nel 1690. Il legame con la Sicilia compare già nel 1718, quando il reparto combatté a Messina contro le forze spagnole, durante il periodo in cui i Savoia detenevano la corona siciliana. Questa vicenda precede di molto la nascita della brigata.
La costituzione della brigata avvenne nell’ottobre 1831. Ne facevano parte due reggimenti di fanteria, inizialmente numerati 1º e 2º, che nel 1839 assunsero i numeri 5º e 6º. L’unità partecipò alle tre guerre d’indipendenza e fu impiegata nella repressione del brigantaggio.
Nel 1871 venne sciolta, come accadde alle altre brigate. La ricostituzione seguì nel 1881, ancora con il 5º e il 6º reggimento: il primo aveva sede a Girgenti, il secondo a Palermo. In queste fasi il testo descrive reparti di fanteria e non attribuisce un ruolo specifico a unità bersagliere nell’organico dell’Aosta.
Dalle battaglie della Grande Guerra alla ricostruzione
Durante la prima guerra mondiale l’Aosta conservò i due reggimenti di fanteria. Nel 1916 operò sull’Isonzo e, in novembre, sul Carso, inquadrata nella 24ª divisione. Dopo Caporetto, sotto il generale Roberto Bencivenga, partecipò alla difesa del Col della Beretta nel novembre 1917.
Seguirono la battaglia del Solstizio, tra il 15 e il 24 giugno 1918, i combattimenti sul Monte Grappa in ottobre e la battaglia di Vittorio Veneto. Il bilancio riportato è di 939 caduti, 4.844 feriti e 1.752 dispersi. Alle bandiere furono conferite due medaglie d’oro al valor militare.
La riorganizzazione dell’11 marzo 1926 portò all’ingresso dell’85º reggimento Verona e alla denominazione di 28ª Brigata di fanteria. L’unità entrò nella divisione territoriale di Palermo insieme al 22º reggimento d’artiglieria. Nel 1934 divisione e brigata assunsero il nome Vespri.
Nel 1939 tornò il nome Aosta per la 28ª Divisione di fanteria, con il 5º e il 6º reggimento e il 22º d’artiglieria. Schierata nella parte occidentale della Sicilia dal 1941, affrontò lo sbarco alleato del luglio 1943 sotto il comando del generale Giuseppe Romano. I reparti, duramente colpiti, combatterono a Troina all’inizio di agosto. Ripiegarono quindi a Trento e furono sciolti in seguito all’armistizio dell’8 settembre.
La ripresa avvenne nell’Esercito cobelligerante: nel settembre 1944 nacquero la 3ª e la 4ª brigata per la sicurezza interna. Il 14 ottobre confluirono nella divisione Aosta destinata a questo compito.
La trasformazione meccanizzata e i Bersaglieri a Trapani
Il 15 agosto 1946 l’Aosta tornò a essere una brigata di fanteria. Il 1º febbraio 1948 divenne nuovamente divisione, dipendente dall’XI Comiliter. L’organico comprendeva i reggimenti di fanteria 5º, 6º e 45º, i reggimenti d’artiglieria 22º e 24º, oltre al genio e alle trasmissioni.
Un’altra revisione, il 26 febbraio 1961 a Messina, riportò l’unità alla dimensione di brigata. Tra i reparti figuravano il ricostituito LXII battaglione corazzato, l’artiglieria e i servizi di supporto. Nel 1975 arrivò l’ordinamento motorizzato, con battaglioni distribuiti in diverse sedi siciliane.
Il passaggio alla configurazione meccanizzata risale al 1992. È nell’organico relativo a questa fase che compare il 12º Reggimento bersaglieri di Trapani, indicato dal 2005 come 6º Reggimento bersaglieri. La fonte non illustra i passaggi del cambiamento e non offre dettagli sulle singole componenti del reparto: è quindi opportuno fermarsi a quanto documentato.
I Bersaglieri erano affiancati dai Lancieri di Aosta a Palermo, dalla fanteria Aosta a Messina e dal reparto Sicilia a Catania. Completavano il quadro l’artiglieria Peloritani, il genio e, dal 1º giugno 2015, il nuovo reggimento logistico con sede a Palermo. La presenza bersagliera va dunque letta all’interno di una formazione composta da specialità diverse.
Le missioni documentate e il soccorso alla popolazione
Il riferimento più preciso all’impiego dei Bersaglieri all’estero riguarda il Libano nel 2009. Una compagnia del 6º reggimento fu schierata insieme ai Lancieri di Aosta, alle dipendenze della brigata corazzata Ariete. Per il 2019 viene invece riportato lo schieramento del 6º Reggimento bersaglieri in Somalia, senza ulteriori indicazioni sui compiti svolti.
La storia operativa dell’intera Aosta comprende anche Albania, Kosovo, Iraq e Afghanistan. In Libano, dall’8 maggio al 9 novembre 2011, la brigata partecipò alla missione Leonte 10 con tutti i suoi reparti. Il testo, però, non distingue in questo caso l’attività dei Bersaglieri da quella delle altre unità.
Accanto alle missioni militari figurano gli interventi per le popolazioni colpite dai terremoti del Belice nel 1968 e dell’Irpinia nel 1980. Nel 2001 reparti specializzati contribuirono a contenere le colate dell’Etna. Altri soccorsi interessarono la provincia di Messina dopo la frana del 2009 e l’alluvione del 2011. Anche queste attività sono attribuite alla brigata nel suo insieme: ricordarle non significa assegnarle automaticamente ai Bersaglieri, il cui contributo specifico resta quello esplicitamente indicato dalla fonte.
Bibliografia e fonti
Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.
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