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Piume Baciatemi

I Bersaglieri nella «Pinerolo»: dal 67º «Fagarè» al 7º Reggimento

Italian Army - 21st Field Artillery Regiment "Trieste" FH70 howitzer during exercise Stupor Mundi XXVI in May 2026
Italian Army - 21st Field Artillery Regiment "Trieste" FH70 howitzer during exercise Stupor Mundi XXVI in May 2026. Autore: Italian Army — licenza CC BY 2.5, Wikimedia Commons.Foto: Italian Army · Wikimedia Commons · CC BY 2.5 · fonte

La storia della «Pinerolo» attraverso le sue trasformazioni e la presenza dei Bersaglieri: il 67º «Fagarè», poi il 7º Reggimento con «Caprera» e «Bezzecca».

La storia dei Bersaglieri nella «Pinerolo» emerge soprattutto dai riordinamenti dell’Esercito successivi al secondo conflitto mondiale. Nella grande unità, che ha il comando a Bari, la fonte consultata documenta prima la presenza del 67º Battaglione «Fagarè» e poi quella del 7º Reggimento bersaglieri. Sono passaggi precisi, da leggere entro una vicenda più lunga, segnata da guerre, ricostituzioni e cambiamenti di struttura.

Per seguire questo percorso occorre distinguere la storia complessiva della «Pinerolo» dalle notizie sui suoi reparti bersaglieri. La fonte descrive infatti diverse attività della brigata, ma non attribuisce ai Bersaglieri compiti specifici in ciascuna di esse.

Le origini e gli anni della Grande Guerra

La costituzione della Brigata «Pinerolo» risale al 13 novembre 1821. Ne facevano parte il 1º e il 2º reggimento, divenuti nel 1839 rispettivamente 13º e 14º reggimento di fanteria. Le radici erano però precedenti: dal 1815 esisteva la formazione denominata «Saluzzo», composta da due battaglioni. Uno raccoglieva l’eredità del Reggimento «Savoiardo», nato nel 1672.

Dopo lo scioglimento del 1871, la brigata fu ricostituita nel 1881. Il 13º aveva sede a L’Aquila, mentre il 14º si trovava a Foggia. All’inizio della partecipazione italiana alla prima guerra mondiale, la «Pinerolo» raggiunse la zona di Palmanova e il 24 maggio attraversò il confine a sud-est della città.

Nel 1915 combatté nelle prime due battaglie dell’Isonzo. L’anno seguente fu impegnata sugli altipiani e a Gorizia. Durante la sesta battaglia dell’Isonzo ebbe quasi 2000 uomini fuori combattimento, fra i quali 54 ufficiali. Dopo il riordino a Romans, tornò sul Carso.

Nel 1917 partecipò all’undicesima battaglia dell’Isonzo e subì altre gravi perdite. Durante il ripiegamento seguito a Caporetto svolse compiti di retroguardia; gran parte del I battaglione del 14º fu catturata insieme al comando del reggimento. Successivamente la brigata operò sull’altipiano di Asiago, combatté nella battaglia del solstizio e prese parte a quella di Vittorio Veneto.

Dalla divisione alla ricostituzione a Bari

Il riordinamento del 1926 portò alla denominazione di XXIV Brigata fanteria e all’inserimento del 255º Reggimento «Arezzo». La brigata passò, insieme al 18º Reggimento artiglieria, sotto la 24ª Divisione territoriale di Chieti. Nel 1934 comparve il nome «Gran Sasso», esteso anche alla brigata.

Nel 1939 fu costituita la 24ª Divisione fanteria «Pinerolo», comprendente il 13º e il 14º reggimento di fanteria e il 18º d’artiglieria. Nel giugno 1940, dopo la motorizzazione, rimase in riserva nel settore alpino fra Moncenisio e Bardonecchia. Nel gennaio 1941 fu inviata in Albania; in aprile ricevette l’ordine di intervenire nelle operazioni contro Ocrida.

Da giugno la divisione ebbe sede a Larissa, in Tessaglia, con compiti di occupazione e repressione della resistenza greca. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, secondo la fonte, fu l’unica divisione italiana nella Grecia continentale a non cedere le armi ai tedeschi, unendosi all’Esercito popolare greco di liberazione. I superstiti tornarono in Italia nel 1945.

La divisione rinacque a Bari il 15 aprile 1952. Comprendeva il 9º e il 13º reggimento di fanteria, il 14º d’artiglieria e reparti di supporto. Il 1º settembre 1962 fu trasformata in brigata, passando alle dipendenze del comando militare territoriale di Napoli.

Il «Fagarè» nella brigata motorizzata e meccanizzata

Il passaggio decisivo per la presenza bersagliera qui documentata arrivò con la ristrutturazione del 1975. L’Esercito eliminò il livello reggimentale: i battaglioni acquisirono autonomia e furono collegati direttamente al comando di brigata. Dal 1º novembre la «Pinerolo» assunse l’ordinamento motorizzato.

Fra i suoi reparti figurava il 67º Battaglione bersaglieri «Fagarè», dislocato a Persano. Accanto ad esso erano presenti i battaglioni di fanteria «Bari», «Valbella» e «Avellino», il 60º corazzato «M.O. Locatelli», l’artiglieria e le unità di supporto. La componente bersagliera era dunque inserita in una formazione composta da reparti con funzioni differenti.

Il 1º febbraio 1979 la brigata divenne meccanizzata. Il «Fagarè» compare ancora nell’organico del 1986, sempre a Persano. La sua appartenenza alla «Pinerolo» terminò il 1º luglio 1991, quando passò all’8ª Brigata bersaglieri «Garibaldi», trasferita dal Friuli alla Campania.

Il 7º Reggimento: «Caprera» e «Bezzecca»

Il legame con i Bersaglieri trovò una nuova forma il 21 ottobre 1992. A Bari fu ricostituito il 7º Reggimento bersaglieri, inserito nella «Pinerolo» con l’11º Battaglione «Caprera». Nel 1997 quest’ultimo fu sostituito dal 10º Battaglione «Bezzecca».

Il ritorno del reggimento si collocava nel ripristino di quel livello ordinativo, avviato dall’Esercito nel 1991. Anche gli altri reparti della brigata cambiarono struttura. Dal 3 dicembre 1996 la «Pinerolo» assunse la classificazione di brigata corazzata; nell’organico successivamente riportato dalla fonte, il 7º Reggimento e il «Bezzecca» risultano entrambi a Bari.

Impieghi collettivi e trasformazioni successive

La brigata intervenne nei soccorsi dopo il terremoto del novembre 1980 nelle province di Avellino, Salerno e Potenza, ricevendo la Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito. Partecipò inoltre alle operazioni «Vespri siciliani», «Salento» e «Riace», e fornì personale e unità per il comando NATO Communication Zone West in Albania nell’ambito della Kosovo Force. La fonte non precisa quali incarichi spettassero ai reparti bersaglieri.

Nel 2011 la «Pinerolo» tornò alla classificazione meccanizzata. Passò sotto la Divisione «Acqui» nel 2016 e, dal gennaio 2022, direttamente al Comando Forze Operative Sud. In questa successione di assetti, il «Fagarè» e il 7º Reggimento costituiscono i riferimenti espliciti per ricostruire la presenza dei Bersaglieri, senza attribuire loro episodi che il testo non documenta.

Bibliografia e fonti

Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.

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