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Piume Baciatemi

1944: i Bersaglieri nel Corpo Italiano di Liberazione, dall’Abruzzo alle Marche

Belvedere Ostrense
Belvedere Ostrense. Autore: Accurimbono — licenza CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons.Foto: Accurimbono · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0 · fonte

Il 4º Reggimento bersaglieri nell’organizzazione del C.I.L. e nell’offensiva adriatica del 1944: il contributo documentato e il quadro delle operazioni fino allo scioglimento.

Dal Raggruppamento Motorizzato al nuovo Corpo

La storia dei Bersaglieri nel Corpo Italiano di Liberazione si inserisce nella ripresa dell’attività militare italiana accanto agli Alleati. Nel 1944 il C.I.L. riunì reparti di diversa specialità, fra i quali il 4º Reggimento bersaglieri. Il loro contributo emerge soprattutto nel racconto dell’avanzata sul versante adriatico, mentre l’organizzazione della grande unità permette di individuare con precisione le formazioni bersagliere presenti.

Il punto di partenza fu il Primo Raggruppamento Motorizzato, formato nel Regno del Sud dopo l’armistizio di Cassibile dell’8 settembre 1943. Da questa esperienza prese forma, il 22 marzo 1944, il Corpo Italiano di Liberazione, appartenente all’Esercito Cobelligerante Italiano. La nuova formazione aveva il livello di corpo d’armata e comprendeva inizialmente due unità di dimensione divisionale.

Una venne organizzata unendo due brigate di fanteria e i rispettivi elementi di sostegno; fra queste forze figurava il Primo Raggruppamento Motorizzato. L’altra era la 184ª Divisione paracadutisti «Nembo», trasferita dalla Sardegna alla penisola. Al comando del C.I.L. si trovava il generale di corpo d’armata Umberto Utili.

L’impiego operativo cominciò presto. Il 31 marzo il Corpo era già coinvolto nei combattimenti di Monte Marrone, la cui vicenda proseguì fino alla liberazione di Picinisco. Il successivo passaggio al fronte adriatico aprì una nuova fase della sua attività.

Il 4º Reggimento bersaglieri nella I Brigata

Nell’ordinamento del C.I.L., il 4º Reggimento bersaglieri apparteneva alla I Brigata. Ne facevano parte i battaglioni XXI e XXXIII, insieme alla 1ª Compagnia di bersaglieri motociclisti. Sono questi i reparti che la fonte consultata identifica espressamente: una presenza definita nella struttura della grande unità, non soltanto un richiamo generale alla specialità.

La stessa brigata comprendeva il 3º Reggimento alpini, con i battaglioni «Piemonte» e «Monte Granero», il CLXXXV Battaglione paracadutisti «Nembo» e il IV Gruppo di artiglieria alpina someggiata. A questi si aggiungevano i servizi di brigata. I Bersaglieri erano dunque inseriti in una formazione che riuniva alpini, paracadutisti e artiglieri.

Il quadro complessivo era più ampio. Accanto alla «Nembo» e alla I Brigata, l’elenco dei reparti comprende la II Brigata, con il 68º Reggimento fanteria «Legnano», il Reggimento «San Marco», il IX Reparto d’assalto e lo Squadrone «Cavalleggeri Guide». Sono inoltre indicati la Divisione «Mantova», reparti di artiglieria, il genio e i servizi del corpo d’armata.

Questa organizzazione aiuta a collocare il contributo bersagliere senza attribuirgli tutte le azioni del C.I.L. Il riferimento disponibile non descrive separatamente le operazioni dei due battaglioni del 4º Reggimento o della compagnia motociclisti. Consente invece di riconoscerne l’appartenenza e di seguire il ruolo collettivo dei Bersaglieri nella successiva offensiva.

L’avanzata adriatica e il contributo dei Bersaglieri

Dopo il trasferimento sul settore adriatico, il C.I.L. passò sotto il comando dell’VIII Armata britannica. L’offensiva ebbe inizio l’8 giugno. In questa fase il testo attribuisce ad alpini e bersaglieri la conquista di cinque località: Filetto, Canosa Sannita, Guardiagrele, Orsogna e Bucchianico.

È il passaggio che documenta più direttamente l’azione dei Bersaglieri nella campagna. Non viene però precisato quale reparto abbia operato in ciascun centro, né sono riportati episodi distinti per battaglione. È quindi corretto parlare di un contributo condiviso con gli alpini, senza assegnare al solo 4º Reggimento risultati che la fonte presenta congiuntamente.

Nello stesso movimento offensivo i paracadutisti arrivarono a Chieti e sul litorale adriatico. Il racconto mostra così l’avanzata di diverse componenti del Corpo. Durante l’estate, sotto Utili, il C.I.L. partecipò poi alle operazioni per Ancona al fianco delle forze polacche.

Filottrano e le operazioni verso nord

Per comprendere questa fase occorre distinguere il ruolo generale del Corpo dalle azioni attribuite a reparti precisi. A Filottrano furono protagonisti i paracadutisti della «Nembo», insieme a unità del II Corpo Polacco. La rimozione della posizione difensiva tedesca favorì la conquista alleata del porto di Ancona. Il testo non assegna ai Bersaglieri un compito specifico nella battaglia.

Filottrano si trovava nel punto di raccordo fra le divisioni tedesche di fanteria 71ª e 278ª, appartenenti alla 10ª Armata. Prima dei combattimenti, i tedeschi fucilarono dieci abitanti come rappresaglia per un attacco contro un loro autocarro, avvenuto il 30 giugno. Le circostanze di quell’attacco non sono chiarite nel riferimento.

Il giorno seguente il 15º Reggimento Ulani di Poznań attaccò S. Biagio. La lotta proseguì con l’intervento di carristi polacchi, paracadutisti italiani e guastatori. Fino al 7 luglio l’abitato e i dintorni furono contesi. Dopo la perdita di Castelfidardo e Osimo, i tedeschi ripiegarono; a entrare a Filottrano fu il XIV Battaglione paracadutisti. Le perdite italiane ammontarono a 56 caduti, 231 feriti e 59 dispersi.

A metà luglio Ancona venne conquistata dai polacchi. Il C.I.L. continuò quindi verso nord, liberando, fra le altre località, Santa Maria Nuova, Ostra Vetere, Pergola, Corinaldo, Cagli, Urbino e Urbania. A Belvedere Ostrense cadde Anselmo Marchi, insignito alla memoria della medaglia d’oro al valor militare.

Il percorso del Corpo terminò il 24 settembre 1944 con il suo scioglimento. L’impegno dimostrato indusse gli Alleati ad ampliare l’impiego delle forze italiane e a fornire nuovi equipaggiamenti. Nacquero così sei divisioni chiamate Gruppi di Combattimento; insieme alle divisioni ausiliarie proseguirono l’attività del C.I.L. In questa esperienza, la presenza del 4º Reggimento e l’avanzata compiuta con gli alpini restano i punti documentati del contributo bersagliere.

Bibliografia e fonti

Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.

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