1941-1942: i Bersaglieri del CSIR, da Petrikovka alla battaglia di Natale
Il ruolo dei Bersaglieri nella campagna del CSIR: l’avanzata verso Stalino, i combattimenti di Rykovo e la difesa invernale, fino all’arrivo del 6º Reggimento.
Una spedizione preparata con mezzi limitati
Nella vicenda del Corpo di spedizione italiano in Russia, i Bersaglieri ebbero un ruolo riconoscibile soprattutto durante l’avanzata dell’autunno 1941 e nei combattimenti di dicembre. Il 3º Reggimento operò nella divisione «Celere», partecipando alla conquista di obiettivi ferroviari e centri minerari. Nell’inverno successivo, tra i rinforzi inviati dall’Italia, sarebbe arrivato anche il 6º Reggimento.
La spedizione nacque dalla decisione di Mussolini di affiancare la Germania nella guerra contro l’Unione Sovietica. L’offerta italiana, avanzata all’inizio di giugno 1941, fu accettata da Hitler il 22 giugno. Fra le possibili motivazioni viene indicato il tentativo di rendere meno squilibrata l’alleanza con i tedeschi. Si tratta di un’interpretazione delle ragioni strategiche, alla quale si accompagnavano le motivazioni ideologiche del fascismo.
L’impegno si aggiungeva a quelli già sostenuti dalle forze italiane nei Balcani e in Africa. Mancavano automezzi, carburante e dotazioni adeguate. Il contingente destinato alla Russia fu quindi preparato cercando di conciliare le richieste operative con risorse insufficienti e tempi ristretti.
Il 10 luglio 1941 il comando assunse la denominazione di CSIR. Comprendeva le divisioni «Pasubio», «Torino» e la 3ª divisione «Celere», intitolata a «Principe Amedeo Duca d’Aosta». Gli uomini erano circa 62.000. Durante il trasferimento, il comandante Francesco Zingales dovette essere ricoverato per problemi di salute. Giovanni Messe gli subentrò il 17 luglio.
Dalle lunghe marce all’incontro di Petrikovka
La definizione di divisioni autotrasportabili non significava che tutti i soldati potessero viaggiare su automezzi. I veicoli disponibili non bastavano e il loro impiego dipendeva dalle assegnazioni dei comandi superiori. Molti reparti affrontarono così lunghi percorsi a piedi. La «Celere» disponeva inoltre dell’unico reparto corazzato del contingente, con 60 carri leggeri L3/33.
Il viaggio ferroviario verso l’Europa orientale fu seguito dall’attraversamento dei Carpazi e da marce su strade difficili. Pioggia e fango rallentarono ulteriormente gli spostamenti. La «Pasubio» entrò nei primi combattimenti in agosto, presso il Bug; gli elementi non motorizzati della «Torino» raggiunsero invece il Dnepr soltanto il 5 settembre, dopo quasi mille chilometri percorsi a piedi.
Inizialmente subordinato all’11ª Armata tedesca, il CSIR era stato assegnato il 14 agosto al gruppo corazzato di von Kleist. A settembre prese parte alle operazioni oltre il Dnepr, dirette a chiudere le forze sovietiche in un accerchiamento. Le divisioni italiane avanzarono da direzioni diverse, mentre i contrattacchi sovietici cercavano di contrastare il consolidamento delle teste di ponte.
Il 30 settembre, a Petrikovka, si incontrarono i reparti della «Pasubio», provenienti da nord-est, quelli della «Torino», giunti da sud-est, e i Bersaglieri della «Celere», arrivati da nord-ovest. Per questi ultimi, il compito documentato fu dunque la partecipazione alla convergenza conclusiva della manovra. Le perdite italiane della battaglia furono quasi 90 morti e 200 feriti.
Il 3º Reggimento verso Stalino e Rykovo
Con ottobre, le operazioni si spostarono nel bacino industriale del Donec. Il CSIR copriva il lato sinistro della 1ª Armata corazzata di von Kleist. Dopo i combattimenti nell’area di Pavlohrad, la «Celere» proseguì verso Stalino con cavalleria e Bersaglieri. La «Pasubio», invece, era ancora ferma in attesa che fosse realizzato un nuovo ponte sul Volc’ja.
Il 20 ottobre il 3º Reggimento bersaglieri occupò la stazione ferroviaria situata a nord-ovest di Stalino, superando una forte resistenza sovietica. Il resto della città venne preso dalle truppe tedesche. È una distinzione importante: ai Bersaglieri viene attribuita la conquista della stazione, non dell’intero centro urbano.
Il comando tedesco ordinò di continuare senza pausa verso Rykovo e Horlivka. La «Celere» ripartì il 22 ottobre. Dopo duri scontri con le retroguardie sovietiche, il 3º bersaglieri entrò a Rykovo il 1º novembre, respingendo le divisioni sovietiche 74ª, 262ª e 296ª. Il giorno seguente la «Pasubio» occupò Horlivka, combattendo fra le case.
L’avanzata aveva però consumato uomini e mezzi. Il freddo, le piogge e il terreno fangoso ostacolavano i movimenti. Anche i rifornimenti ferroviari arrivavano in ritardo. Per i reparti più esposti si ricorse agli aerei, che trasportavano alimenti, munizioni, indumenti di lana e materiali urgenti, contribuendo anche all’evacuazione dei feriti.
Natale sotto attacco e l’arrivo del 6º Reggimento
Con temperature fino a venti o trenta gradi sotto zero, il CSIR cercò di ridurre l’estensione dello schieramento e rafforzarne la difesa. Dopo i combattimenti di Chazepetovka, sostenuti in particolare dalla «Torino», le posizioni italiane erano organizzate in capisaldi fra Rykovo e il Mius.
Il giorno di Natale l’offensiva sovietica colpì direttamente il 3º Reggimento bersaglieri e la Legione «Tagliamento». Un battaglione di Bersaglieri rimase isolato per dieci ore, prima di riuscire a ripiegare. Tra il 26 e il 28 dicembre, la reazione della «Pasubio» e della «Celere», sostenute da reparti tedeschi, permise di recuperare le posizioni perdute.
Il bilancio della battaglia fu di 168 morti, 715 feriti e quasi 210 dispersi. Queste cifre riguardano l’insieme dei combattimenti e non possono essere attribuite al solo 3º Reggimento.
Fra gennaio e marzo 1942 arrivarono nuovi reparti, fra cui il 6º Reggimento bersaglieri. La fonte consultata ne segnala l’arrivo, senza descriverne specifiche azioni in questa fase. Il 9 luglio il CSIR entrò nell’ARMIR assumendo il nome di XXXV Corpo d’armata. Si chiudeva così la sua prima esperienza operativa, segnata dall’avanzata, dalla difesa invernale e da pesanti perdite, comprese quelle dovute al congelamento.
Bibliografia e fonti
Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.
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