Vai al contenuto
Piume Baciatemi

Il 10º Reggimento bersaglieri dal 1871 al 1943: Albania, Africa e Sicilia

Lance corporal of the 10th Bersaglieri leaving for A.S. Ficarazzi 29 Nov 40
Lance corporal of the 10th Bersaglieri leaving for A.S. Ficarazzi 29 Nov 40. Autore: MarcoBrunoB — licenza CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons.Foto: MarcoBrunoB · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0 · fonte

Dalla costituzione nel 1871 allo scioglimento del 1943: la storia del 10º Bersaglieri, tra servizio in Albania, combattimenti in Africa e difesa della Sicilia.

Le origini e le prime campagne

La storia del 10º Reggimento bersaglieri attraversa entrambe le guerre mondiali e si conclude nel 1943, dopo ripetute ricostituzioni. Appartenente al Regio Esercito, il reparto nacque il 1º gennaio 1871, sulla base del decreto reale emanato il 13 novembre 1870. Ne formarono il nucleo i battaglioni XVI, XXXIV, XXV e XXXVI.

Attraverso questi reparti, il nuovo reggimento raccolse le tradizioni maturate nelle guerre d’Indipendenza, nella campagna del 1860-1861, nel conflitto del 1866 e nella presa di Roma del 1870. La sua costituzione rientrava nell’ordinamento successivo al 1870: a ciascuno dei dieci corpi d’armata corrispondeva un reggimento bersaglieri, articolato su quattro battaglioni.

Tra le campagne africane del 1895-1896 e il conflitto italo-turco del 1911-1912, il 10º contribuì alla costituzione di tre battaglioni. La seconda di queste guerre portò alla conquista italiana della Cirenaica e della Tripolitania. La fonte consultata non precisa ulteriormente l’impiego dei singoli reparti forniti dal reggimento.

La Grande Guerra: il reggimento in Albania e i ciclisti in Italia

Quando l’Italia entrò nella Prima guerra mondiale, il 10º si trovava in Albania, salvo il battaglione ciclisti. Il reggimento era arrivato il 29 dicembre 1914 e aveva preso posizione nei dintorni di Valona. Qui i bersaglieri furono adibiti anche a lavori sulle strade. Nel 1915 parteciparono inoltre, insieme ad altri reparti, alla gestione della ritirata serba attraverso il territorio albanese.

Il X Battaglione ciclisti seguì invece un percorso diverso. Partito via mare da Palermo il 7 maggio 1915, raggiunse Napoli e proseguì per ferrovia verso Spilimbergo. Il 19 maggio si trasferì a Blessano, quindi a Ipplis. Era in questa località il 24 maggio, quando cominciarono le ostilità.

Durante la guerra, dunque, i due percorsi rimasero distinti. Il reggimento operò in Albania e nei Balcani; i ciclisti combatterono sul fronte italiano. Per questi ultimi sono ricordati l’Isonzo, il Piave, la Bainsizza e Fosso Palumbo, senza una descrizione dettagliata delle singole azioni. Il servizio del reggimento in Albania continuò anche dopo la fine del conflitto: il presidio durò fino al 1º agosto 1920, mentre il ritorno in Italia avvenne in settembre.

1940-1941: la campagna nordafricana

All’inizio della Seconda guerra mondiale il 10º aveva sede a Palermo. Nel dicembre 1940 partì per l’Africa settentrionale con i battaglioni XVI, XXXIV e XXXV. L’imbarco avvenne il 13 dicembre; il giorno seguente il piroscafo Marco Polo salpò sotto scorta. Durante il viaggio si unirono al convoglio il Conte Rosso e l’Esperia, provenienti da Napoli. Tripoli fu raggiunta il 15 dicembre.

Il reggimento venne impiegato per contrastare l’offensiva britannica. In dicembre coprì il ripiegamento di altre unità e contribuì a conservare per diversi giorni le posizioni del Ciglione di Derna, provocando perdite agli attaccanti. L’avanzata britannica portò comunque alla conquista della Cirenaica.

Ai primi di febbraio 1941, la pressione avversaria costrinse il reparto a muovere verso Ghemines, a sud-ovest di Bengasi, con l’obiettivo di riorganizzarsi oltre Agedabia. Il 5 febbraio il XVI Battaglione affrontò forze superiori, sostenute da autoblindo, al chilometro 42 da Agedabia. Nei giorni successivi l’accerchiamento e i combattimenti disgregarono il reggimento; alcuni superstiti riuscirono a raggiungere Tripoli.

A questi scontri è legato il sottotenente Oreste Toscano, che perse la mano destra e ricevette la medaglia d’oro al valore militare. Dopo la riconquista della Cirenaica da parte dell’Asse, nella primavera del 1941, i sopravvissuti di Beda Fomm e uomini usciti dalla prigionia furono raccolti in un battaglione di formazione. Il 24 agosto, a Berta, questo reparto passò all’8º Bersaglieri dell’Ariete.

La ricostituzione e i combattimenti in Tunisia

Ricostituito a Palermo, il 10º tornò in Africa sotto il comando del colonnello Latini. Il nuovo organico comprendeva i battaglioni XVI, XXIV e LXIII, due compagnie motociclisti e un reparto con armi contraeree e controcarri. Il 13 novembre 1942 raggiunse in tre scaglioni la zona di Biserta. La testa di sbarco venne ampliata combattendo il 15 novembre.

Fu il primo reggimento bersaglieri schierato nella campagna tunisina, subito dopo gli sbarchi americani in Marocco e Algeria. Posto a disposizione della 5ª Armata tedesca di Von Arnim, il 2 dicembre vide uomini del XVI Battaglione catturare numerosi paracadutisti britannici e americani del colonnello Raff.

Successivamente suddiviso fra più unità, il reggimento affrontò altri duri scontri. Il 26 febbraio 1943, a Kef-Zilia, i bersaglieri si trovarono senza protezione sui fianchi e alle spalle, su posizioni abbandonate dai tedeschi. Qui morì il tenente Francesco La Fata, colpito ripetutamente con la baionetta e decorato con la medaglia d’oro al valore militare.

Il 27 febbraio Latini riprese l’attacco, appoggiandosi alle posizioni di Kef-el-Rai, e riconquistò Kef-Zilia, mantenendola contro i contrattacchi. Manteuffel gli consegnò personalmente la Croce di Ferro. Nel racconto di questa fase compaiono i battaglioni XXXIV e XXXV, diversi da quelli elencati per la ricostituzione: il testo non chiarisce tale discordanza.

Gli ultimi reparti e la difesa della Sicilia

I superstiti ripiegarono attraverso la boscaglia a nord della valle Sedjenane e continuarono a combattere, riuniti in un battaglione, con la divisione von Manteuffel. Furono poi raggiunti dai bersaglieri del 5º e dai marinai del Grado. Alla fine di aprile gli uomini del 10º erano circa 800. Il 23 e 24 aprile i resti di questi reparti confluirono in un battaglione di formazione della 1ª Armata.

Una compagnia di superstiti rientrò in Sicilia. Il reggimento venne nuovamente ricostituito, questa volta con i battaglioni XXXV, LXXIII e LXXXIV. Nel luglio 1943 combatté presso Agrigento, riuscendo a fermare temporaneamente l’avversario. Per questa condotta la Bandiera ricevette la medaglia di bronzo al valore militare. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 il 10º fu sciolto definitivamente e non tornò più a essere costituito.

Bibliografia e fonti

Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.

Commenti

Caricamento dei commenti…

    Per commentare deve accedere o iscriversi.