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Piume Baciatemi

1917-2005: il 18º Reggimento bersaglieri dal Piave a Cosenza

Stemma araldico del 67º Battaglione bersaglieri "Fagarè"
Stemma araldico del 67º Battaglione bersaglieri "Fagarè". Autore: Cristiano94497 — licenza CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons.Foto: Cristiano94497 · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0 · fonte

Dalla difesa del Piave ai combattimenti del settembre 1943, fino al ritorno a Cosenza: la storia del 18º bersaglieri e delle tradizioni custodite dal battaglione «Fagarè».

La vicenda del 18º Reggimento bersaglieri attraversa due guerre mondiali, diversi scioglimenti e successive ricostituzioni. Nato nel Regio Esercito, il reparto ebbe nell'Esercito Italiano la sua ultima sede a Cosenza. Fra questi due estremi si collocano la difesa del Piave, i combattimenti del settembre 1943 e gli impieghi più recenti, in Italia e all'estero. A mantenere il legame fra le diverse fasi furono anche la Bandiera e le tradizioni, affidate per un periodo al 67º Battaglione «Fagarè».

1917-1936: la nascita e le prime ricostituzioni

Il 31 gennaio 1917 prese forma il 18º bersaglieri, utilizzando soprattutto il Deposito del 12º Reggimento. Lo componevano tre battaglioni appena costituiti, identificati dai numeri LXVII, LXVIII e LXIX. L'impiego nella difesa del Piave, nella zona di Fagaré, portò al conferimento della Medaglia d'oro al valor militare. A questa si aggiunse in seguito l'Ordine militare di Savoia.

Durante il primo conflitto mondiale il comando passò da Augusto Boinaghi a Ettore Pedrocchi, caduto sul campo il 24 agosto 1917. Dal giorno successivo e fino alla conclusione della guerra il reggimento fu guidato da Filippo Zamboni. Il reparto venne poi sciolto il 31 dicembre 1919.

La prima ricostituzione avvenne il 1º aprile 1935. Dai depositi reggimentali tornarono a essere formati i tre battaglioni originari. Il compito del 18º era sostituire nei ranghi dell'esercito il 3º bersaglieri, destinato alla campagna d'Etiopia. Non si trattò dunque, per il 18º, di un impiego nella campagna: il testo ne indica il ruolo di rimpiazzo. Conclusa quella fase, il 31 dicembre 1936 arrivò un nuovo scioglimento.

1942-1943: il reggimento esplorante e i reparti distaccati

Il 1º febbraio 1942 il 18º rinacque a Siena, presso il deposito del 5º bersaglieri, assumendo la funzione di Reggimento esplorante corazzato e la sigla R.E.Co. Il comando reggimentale ebbe sede a Milano. La nuova organizzazione comprendeva due gruppi esploranti, con autoblindo, carri L40, motociclisti, semoventi da 47/32 e cannoni contraerei da 20 millimetri.

Questa struttura cambiò quasi subito. Le due compagnie di carri L40 furono trasferite al LXVII battaglione, costituito ufficialmente a Siena il 25 febbraio 1942. Da allora la sua storia seguì un percorso distinto da quello del reggimento. Inviato sul fronte russo con il XIII Gruppo semoventi «Alessandria», fu inserito nella 3ª Divisione Celere «Principe Amedeo Duca d'Aosta» e successivamente nel II Corpo d'armata. Combatté sul Don e, dal 21 dicembre, coprì il ripiegamento della Divisione «Ravenna» a Voronež.

Il 15 aprile i due battaglioni rimasti nel 18º assunsero i numeri LXVIII e LXIX. Il 3 gennaio 1943 il reggimento passò alla 4ª Armata in Provenza. Nei dintorni di Tolone svolse servizio di presidio, in previsione di possibili sbarchi avversari.

Dopo il 25 luglio 1943 rientrò a Torino. Aveva già ceduto la propria compagnia blindata al 10º Raggruppamento celere bersaglieri, in Corsica, dove essa divenne la 7ª compagnia. Quel raggruppamento avrebbe partecipato, dopo l'armistizio, ai combattimenti per liberare l'isola dai tedeschi.

Settembre 1943: bersaglieri divisi fra Firenze e Roma

All'inizio di settembre il reggimento partì in treno verso il Lazio. La destinazione prevista era il Corpo d'armata motocorazzato, alle dipendenze della Divisione «Centauro», impegnata nella difesa di Roma. L'8 settembre il trasferimento non era ancora terminato e i reparti si trovavano separati lungo il percorso.

A Firenze sostavano l'intero LXIX battaglione, metà della 3ª Compagnia carri L6 e la 4ª Compagnia moto. Alla notizia dell'armistizio questi bersaglieri affrontarono i primi scontri con i tedeschi in città. Nel pomeriggio del 9 settembre scaricarono i mezzi dai convogli e parteciparono poi ai combattimenti al passo della Futa.

Altri elementi raggiunsero invece l'area romana e si unirono alla Divisione «Ariete II». La compagnia comando e i servizi scesero dal penultimo treno a Bassano in Teverina, presso Orte, nel pomeriggio dell'8 settembre. Si ricongiunsero quindi agli altri reparti a Settecamini.

Nella notte del 9 settembre i bersaglieri presenti presso Roma bloccarono l'accesso da Tivoli; gli scontri iniziarono la mattina seguente. Dal 10 settembre il 18º fu inquadrato nell'«Ariete II», che aveva perduto il reparto esplorante «Montebello», annientato nei combattimenti. Nel pomeriggio partecipò agli attacchi contro i tedeschi presso Porta San Sebastiano, Porta San Paolo e la passeggiata Archeologica.

Ripiegato a Settecamini, il reparto subì un'incursione di aerei tedeschi JU 87. La mattina dell'11 settembre, con il comandante ferito, i bersaglieri sabotarono i mezzi e si dispersero. Il reggimento venne sciolto.

Dal «Fagarè» al ritorno del 18º a Cosenza

Il successivo passaggio delle tradizioni ebbe origine dal IV Battaglione bersaglieri, ricostituito a Persano nel 1963 e inserito nel 3º Reggimento fanteria corazzato. Con il riordinamento del 1975, che eliminò il livello reggimentale, il battaglione divenne autonomo. Dal 1º novembre assunse il nome di 67º «Fagarè», ricevette Bandiera e tradizioni del 18º e passò alla Brigata «Pinerolo».

Fra novembre 1980 e marzo 1981 il battaglione soccorse le popolazioni dell'Irpinia colpite dal terremoto. Il 1º luglio 1991 entrò nella Brigata bersaglieri «Garibaldi». Nel 1992-1993 partecipò ai «Vespri Siciliani», operazione contro la criminalità organizzata in Sicilia.

Il 10 settembre 1993 il 18º fu ricostituito nella caserma «Settino» di Cosenza, incorporando il 67º battaglione. Nel 1994-1995 prese parte all'operazione «Riace» contro la 'Ndrangheta. Fra il 1996 e il 2004 fu impiegato nelle missioni di pace in Albania, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia, Kosovo e Iraq. Per Kosovo e Iraq ricevette due medaglie d'oro al valor dell'esercito.

Il 1º gennaio 2005 cambiò denominazione, diventando 1º Reggimento bersaglieri. La Bandiera del 18º è oggi custodita a Roma, nel Sacrario delle bandiere del Vittoriano.

Bibliografia e fonti

Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.

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