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Piume Baciatemi

1849: i Bersaglieri lombardi di Luciano Manara nella Repubblica Romana

Clockwise:
Forty-Eighters
Roman Republic (1849–1850)
St. Louis Fire of 1849
Dutch intervention in Bali (1849)
Sauvé's Crevasse
Astor Place Riot
Safety pin
Second Anglo-Sikh War / Battle of Gujrat
Clockwise: Forty-Eighters Roman Republic (1849–1850) St. Louis Fire of 1849 Dutch intervention in Bali (1849) Sauvé's Crevasse Astor Place Riot Safety pin Second Anglo-Sikh War / Battle of Gujrat. Autore: From a variety of images credited above. — licenza CC BY 4.0, Wikimedia Commons.Foto: From a variety of images credited above. · Wikimedia Commons · CC BY 4.0 · fonte

Da Chiavari a Roma, 600 Bersaglieri lombardi raggiunsero la Repubblica. Il viaggio di Manara e dei suoi uomini nel quadro della crisi pontificia e dell'intervento francese.

Tra gli uomini accorsi a sostenere la Repubblica Romana nel 1849 vi furono 600 Bersaglieri lombardi guidati da Luciano Manara. Il loro arrivo fu preceduto da un confronto con i francesi a Civitavecchia e da un accordo che ne limitava temporaneamente l'impiego. La loro vicenda permette di osservare un passaggio del Risorgimento nel quale la sconfitta dell'esercito sardo non aveva ancora fermato ogni resistenza.

La fonte consultata attribuisce a questi Bersaglieri un apporto importante alla difesa repubblicana. Non descrive però le singole azioni compiute dal reparto durante quella difesa. È quindi necessario distinguere le notizie sul viaggio e sull'arrivo a Roma dal racconto generale delle operazioni militari.

Dal 1848 alla scelta repubblicana

La crisi dello Stato Pontificio maturò nel clima delle rivoluzioni del 1848. Pio IX concesse uno Statuto e autorizzò la partenza di truppe verso Ferrara, affidate a Giovanni Durando. Il 29 aprile, tuttavia, il pontefice prese posizione contro la guerra all'Austria. I soldati pontifici già entrati nel Veneto non seguirono quella scelta e continuarono a difendere le città insorte.

A Roma il contrasto sulla questione nazionale indebolì i governi. Pellegrino Rossi cercò di conciliare le richieste patriottiche con l'autonomia dello Stato della Chiesa e la neutralità militare. Il 15 novembre fu assassinato. Il giorno seguente una manifestazione raggiunse il Quirinale, chiedendo un governo democratico, una costituente italiana e la guerra contro l'Austria.

Il 24 novembre Pio IX lasciò Roma e trovò protezione nel Regno delle Due Sicilie. Il tentativo di una delegazione romana di trattare il suo ritorno non riuscì: gli inviati furono fermati al confine. Si arrivò così alla convocazione delle elezioni per un'Assemblea costituente, nonostante la condanna del papa.

La Repubblica fu proclamata il 9 febbraio 1849. Dopo la sconfitta piemontese a Novara, il governo venne affidato a Carlo Armellini, Giuseppe Mazzini e Aurelio Saffi, riuniti in un triumvirato. L'esperienza romana perseguiva l'unificazione italiana e introduceva principi democratici: voto maschile universale, soppressione della pena capitale e libertà religiosa. Le donne restarono fuori dalle urne per consuetudine, pur senza un divieto costituzionale.

I Bersaglieri lombardi cercano un nuovo fronte

I 600 uomini di Manara provenivano dalla Divisione Lombarda, ormai sciolta, dell'esercito sardo. Quel reparto era nato durante la campagna del 1848, raccogliendo reclute e volontari delle province del Lombardo-Veneto sottratte al controllo austriaco. Dopo l'armistizio di Salasco era rimasto nell'esercito di Carlo Alberto.

La divisione non aveva preso parte alla battaglia di Novara per una decisione sbagliata del comandante Ramorino. Passata a Fanti e trasferita in Liguria, aveva poi manifestato l'intenzione di sostenere gli insorti durante la repressione di Genova. Seguirono la fucilazione di Ramorino, l'allontanamento di Fanti dall'esercito e lo scioglimento della formazione.

Per i soldati intenzionati a continuare la lotta, e impossibilitati a tornare nel Lombardo-Veneto, rimaneva la possibilità di raggiungere altri luoghi di combattimento. Roma divenne una di queste destinazioni. Il gruppo conservava sostanzialmente la composizione già sperimentata nella divisione: il riferimento suggerisce, senza presentarlo come certo, che ciò dipendesse dalla personalità di Manara.

Partiti da Chiavari sui battelli Colombo e Giulio II, i Bersaglieri arrivarono a Civitavecchia il 27 aprile. Trovarono però il porto occupato dai francesi. Il corpo di spedizione del generale Oudinot, forte di circa 7.000 uomini, era sbarcato il 24 aprile, dichiarando di voler rispettare le scelte delle popolazioni romane.

L'accordo con Oudinot e l'arrivo a Roma

Oudinot cercò inizialmente di impedire lo sbarco dei lombardi. Poi preferì una soluzione di attesa: non si sentiva ancora sicuro nella città appena occupata e riteneva di poter concludere rapidamente l'operazione contro Roma. Consentì dunque ai battelli di proseguire verso Porto d'Anzio.

In cambio, Manara promise che i suoi uomini non avrebbero combattuto prima del 4 maggio. Lo sbarco avvenne il 27 aprile; il giorno seguente, dopo una marcia accelerata, i Bersaglieri raggiunsero Roma. La Repubblica riceveva così un contingente che il testo considera rilevante per la sua difesa.

Questa successione di date richiede attenzione. L'arrivo dei lombardi precedette l'attacco francese del 30 aprile, ma l'impegno assunto da Manara ne rinviava l'entrata in combattimento. Inoltre, il racconto dello scontro non attribuisce loro azioni specifiche. Non sarebbe quindi corretto assegnare al reparto episodi che la fonte riferisce ad altre forze.

Il 30 aprile e le speranze di una trattativa

Roma disponeva di circa 10.000 difensori. Il 30 aprile i francesi attaccarono presso Porta Cavalleggeri e Porta Angelica, incontrando la resistenza della Guardia Civica mobilizzata. Garibaldi intervenne poi con il Battaglione Universitario Romano e la Legione italiana, colpendo gli assalitori in ritirata. Oudinot ripiegò verso Civitavecchia.

Mazzini volle lasciare aperta una soluzione diplomatica. Fermò l'inseguimento e favorì la liberazione dei prigionieri. Oudinot rispose rilasciando anche un battaglione di Bersaglieri catturato a Civitavecchia e Ugo Bassi. Il testo non precisa il rapporto fra quel battaglione e i 600 uomini arrivati con Manara: le due notizie non vanno sovrapposte automaticamente.

La trattativa non assicurò la sopravvivenza della Repubblica. Luigi Napoleone autorizzò nuovi rinforzi, pur inviando Lesseps a negoziare una tregua. L'esperienza repubblicana terminò il 4 luglio 1849 per l'intervento francese, che restaurò l'ordinamento pontificio. Nel suo breve percorso trovò posto anche la scelta dei Bersaglieri lombardi: raggiungere Roma e contribuire alla sua difesa.

Bibliografia e fonti

Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.

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