1937-1986: i Bersaglieri nella storia della Divisione corazzata Ariete
Dalle origini milanesi alla riorganizzazione del 1986, la storia dell’Ariete attraverso i reparti bersaglieri: l’8º Reggimento, i battaglioni delle brigate e l’addestramento delle reclute.
Le origini: dai Bersaglieri alla divisione
La presenza dei Bersaglieri accompagna l’Ariete fin dalle sue origini. Il primo nucleo nacque a Milano il 15 luglio 1937: era la 2ª Brigata corazzata e comprendeva, inizialmente, soltanto il 3º Reggimento bersaglieri. Nel novembre 1938 si aggiunsero l’8º Reggimento bersaglieri e il 32º Reggimento fanteria carrista.
Il passaggio successivo avvenne il 1º febbraio 1939, quando la brigata divenne la 132ª Divisione corazzata «Ariete». Il suo ordinamento riuniva l’8º Bersaglieri, il 32º Fanteria carrista e il 132º Artiglieria corazzata, insieme ai reparti divisionali. Per seguire il contributo bersaglieresco alla storia dell’unità, l’8º Reggimento costituisce dunque un riferimento essenziale, già presente prima della trasformazione in divisione.
Questa composizione mostra come la grande unità non fosse formata soltanto da carri armati. Bersaglieri e artiglieria appartenevano al suo ordinamento accanto alla componente carrista. La fonte consultata permette di ricostruire questa presenza, ma non descrive nel dettaglio i compiti svolti dai singoli reparti nelle operazioni di guerra.
La guerra in Africa e la difesa di Roma
Durante la seconda guerra mondiale l’Ariete fu inviata in Africa settentrionale. Il suo impiego si estese dal marzo 1941 al novembre 1942. Nella seconda battaglia di El Alamein subì perdite che la portarono quasi alla distruzione.
Secondo la ricostruzione riportata, il 3 novembre la divisione fermò un attacco britannico, pagando un costo elevato, e passò poi al contrattacco. Ne uscì pressoché annientata. In quel momento disponeva dei battaglioni carri IX, X e XIII. Gli ultimi due erano stati assegnati al 132º Reggimento fanteria carrista per sostituire altri battaglioni distrutti nei combattimenti. Lo scioglimento definitivo dell’Ariete arrivò l’8 dicembre.
Per questa fase, la fonte racconta soprattutto la vicenda complessiva della divisione e i cambiamenti della componente carrista. Non fornisce episodi specifici sull’8º Bersaglieri: attribuire al reggimento singole azioni o risultati andrebbe quindi oltre le informazioni disponibili.
Il 1º aprile 1943 l’unità venne ricostituita in Italia come 135ª Divisione corazzata «Ariete II». Dopo la proclamazione dell’armistizio, il 9 settembre partecipò alla difesa di Roma. A un primo successo seguì il cedimento davanti alle forze tedesche. Il 12 settembre fu nuovamente sciolta. Anche per questi avvenimenti il testo non distingue il ruolo di eventuali reparti bersaglieri.
Il ritorno dell’8º Reggimento nel dopoguerra
La ricostituzione cominciò il 23 maggio 1948 con un raggruppamento corazzato. Dal 1º giugno prese forma la nuova Brigata corazzata «Ariete», inizialmente insediata a Roma e poi trasferita a Pordenone, alle dipendenze del V Corpo d’armata.
L’8º Reggimento bersaglieri tornò a far parte dell’organico insieme al 132º Reggimento carri, al 132º Reggimento artiglieria, al comando e ai supporti. Nell’ordinamento relativo al 1950-1952, il reggimento aveva sede a Pordenone e comprendeva i battaglioni III e V.
Il 1º ottobre 1952 l’Ariete tornò al livello divisionale. Accolse anche il 19º Gruppo esplorante «Guide» e compagnie del genio pontieri e delle trasmissioni. Per i Bersaglieri, un cambiamento importante giunse nel giugno 1953, con l’ingresso del XII Battaglione nell’8º Reggimento. I battaglioni III, V e XII compaiono anche nell’organico del periodo 1958-1962.
Intanto, dopo l’adesione italiana alla NATO, l’unità ricevette mezzi corazzati statunitensi attraverso gli aiuti militari destinati agli alleati. Fra questi figuravano soprattutto gli M4 Sherman, con i relativi derivati, e gli M26 Pershing.
I battaglioni bersaglieri nei diversi ordinamenti
Nel 1963 l’Ariete adottò una struttura articolata in quattro brigate: una meccanizzata, due corazzate e una di artiglieria. I Bersaglieri erano presenti in più componenti della divisione, non soltanto nel loro reggimento.
La I Brigata meccanizzata, a Pordenone, comprendeva l’8º Reggimento bersaglieri con i battaglioni III e XII e il VII Battaglione carri. Nella II Brigata corazzata, il 32º Reggimento carri comprendeva invece il XXIII Battaglione bersaglieri. Nella III Brigata corazzata, il XXXVIII Battaglione bersaglieri apparteneva al 132º Reggimento carri.
Nel 1968 fu abbandonata questa organizzazione per tornare a una struttura fondata sui reggimenti. Restarono però le presenze bersaglieresche appena descritte: il XXIII nel 32º Carri, il XXXVIII nel 132º Carri, il III e il XII nell’8º Bersaglieri. Quest’ultimo conservava anche il VII Battaglione carri.
Dal riordino del 1975 alla brigata del 1986
La ristrutturazione del 1975 portò nell’Ariete tre nuove brigate: «Mameli», «Manin» e «Garibaldi». Nella «Mameli» figurava il 23º Battaglione bersaglieri «Castel di Borgo», mentre la «Manin» comprendeva il 27º «Jamiano».
La componente bersaglieresca era particolarmente ampia nella «Garibaldi»: vi erano il 3º Battaglione «Cernaia» e il 26º «Castelfidardo», ai quali si aggiunse, dal 15 luglio 1976, l’11º «Caprera». Dal 15 aprile 1977, fra i supporti divisionali compariva inoltre il 14º Battaglione bersaglieri «Sernaglia», ad Albenga, con funzione di centro addestramento reclute.
Nel dopoguerra l’Ariete, schierata prevalentemente in Friuli-Venezia Giulia, contribuì per oltre trent’anni alla difesa del settore nordorientale dell’Alleanza Atlantica insieme a «Folgore» e «Mantova». Partecipò anche ai soccorsi per il Vajont e per i terremoti in Friuli e nel Sud Italia. La fonte non ripartisce questi interventi fra i singoli reparti bersaglieri.
Il 1º ottobre 1986, con l’eliminazione del livello divisionale, si concluse questa fase. La «Manin» venne trasformata nella 132ª Brigata corazzata «Ariete», con comando a Pordenone e dipendenza diretta dal V Corpo d’armata. Il nome proseguiva così in una struttura diversa.
Bibliografia e fonti
Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.
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