1939-1942: il 12º Bersaglieri nella Divisione corazzata «Littorio»
Dalla costituzione a Parma ai combattimenti in Africa, la storia della «Littorio» e del suo 12º Bersaglieri, distinguendo gli organici dalle azioni documentate della divisione.
Il 12º Bersaglieri nella nuova divisione
La storia della 133ª Divisione corazzata «Littorio» comprende, fin dall'inizio, quella del 12º Reggimento bersaglieri. La grande unità del Regio Esercito nacque a Parma il 6 novembre 1939, prendendo come base la 4ª Divisione di fanteria omonima, già impegnata nella guerra civile spagnola. Accanto ai bersaglieri figuravano il 33º Reggimento carri e il 133º di artiglieria.
Nell'organizzazione iniziale, il 12º comprendeva i battaglioni XXI, XXIII e XXXVI. La stessa articolazione compare nell'organico del 1941. È un dato importante per seguire la presenza dei bersaglieri nella divisione, ma richiede una precisazione: la fonte consultata descrive soprattutto gli spostamenti e i combattimenti della «Littorio» nel suo insieme. Non offre un racconto distinto delle azioni dei singoli battaglioni bersaglieri.
Fino al marzo 1941 la divisione dipese dall'Armata Liguria. Nel giugno 1940 venne destinata al settore del Moncenisio e trovò impiego al Piccolo San Bernardo. Fu poi trasferita a est di Trieste, in riserva, come formazione autotrasportabile della 2ª Armata, in preparazione dell'attacco alla Jugoslavia.
La campagna balcanica e la riorganizzazione
L'ingresso in territorio jugoslavo avvenne l'11 aprile 1941. La «Littorio» disponeva allora di 117 carri L3 e cinque M13 e avanzò verso Postumia e Fiume. Il 12 aprile occupò Ogulin; il 14 raggiunse e conquistò Sebenico. Due giorni dopo arrivò a Tenin, che era già stata presa dalla Divisione «Zara», e a Mostar.
Il 17 aprile, a Trebigne, incontrò elementi della Divisione corazzata «Centauro» giunti dall'Albania. Il percorso proseguì fino a Ragusa, già occupata. La divisione venne quindi sistemata nell'area di Mostar, dove rimase fino al 15 maggio. Queste tappe riguardano l'intera formazione: il riferimento non precisa quali compiti fossero stati assegnati al 12º Bersaglieri durante l'avanzata.
Il ritorno in Italia portò una modifica importante nella componente corazzata. Al posto del 33º entrò il 133º Reggimento fanteria carrista, formato nella zona di Pordenone e dotato di M13 e M14. Nel dicembre 1941 la divisione si spostò nell'Italia meridionale, in attesa del passaggio in Africa.
Un trasferimento difficile verso l'Africa
Il trasferimento non avvenne in modo compatto. Il 23 dicembre arrivarono a Tripoli i gruppi semoventi DLI e DLII del 133º, subito assegnati alla Divisione «Ariete». Il movimento della parte principale della «Littorio» cominciò nei primi giorni di gennaio 1942, ma fu ostacolato dal siluramento di trasporti navali e dall'abbattimento di aerei.
La divisione raggiunse così l'Africa con forti vuoti nei propri ranghi. Il XII/133º non arrivò a destinazione a causa dei siluramenti. Altri reparti, appena sbarcati, furono mandati al fronte alle dipendenze dell'«Ariete» o della Divisione motorizzata «Trieste». Nel febbraio la «Littorio» si raccolse a Tripoli per ricostituirsi, ricevendo progressivamente altre unità, fra le quali il LI Battaglione carri M13/40.
L'organico del 1942 permette di osservare più da vicino il 12º Bersaglieri. Vi compaiono una compagnia comando, una compagnia motociclisti e i battaglioni bersaglieri XXIII e XXXVI. Il XXI è invece indicato come battaglione di artiglieria controcarri corazzata. Il prospetto documenta questa composizione, senza spiegare nel dettaglio il passaggio dall'ordinamento precedente.
Alla fine di marzo la divisione si trasferì presso Bengasi, dove accolse resti di altre formazioni. Alla fine di maggio fu schierata nell'area di Ain el-Gazala, affrontandovi i primi combattimenti della campagna. A Sidi Rezegh ebbe poi il compito di proteggere le unità impegnate contro Tobruk.
Dall'avanzata ai combattimenti dell'estate 1942
In giugno si aggiunse il gruppo corazzato «Lancieri di Novara». Passata sotto il XX Corpo d'Armata, la «Littorio» partecipò all'inseguimento delle forze britanniche e il 25 giugno raggiunse Marsa Matruh. A Fuka, dopo combattimenti duri, catturò numerosi prigionieri e materiale militare.
Il 3 luglio un forte attacco la investì mentre tentava di stabilirsi a Deir el Ehen. Seguì un ripiegamento verso Deir el Qatan e poi Munqar Wahla. Qui, il 7 luglio, affrontò un attacco delle truppe neozelandesi. Il 9 contribuì, insieme a forze tedesche, alla conquista del caposaldo di Deir el Qattara, mantenuto fino al 19 luglio.
Dopo il successivo trasferimento a Gebel Kalaki el Tayra, il 30 agosto prese parte alla battaglia di Alam Halfa. Il mancato successo riportò la divisione a El Qattara, sotto bombardamenti aerei e fuoco d'artiglieria per quasi un mese. Anche per questa fase, il testo non distingue le azioni dei bersaglieri da quelle delle altre componenti.
El Alamein e gli ultimi carri
All'avvio dell'operazione britannica Lightfoot, il 23 ottobre 1942, la «Littorio» aveva circa 116 carri M e 18 semoventi da 75/18, oltre alle altre artiglierie. Comandata da Gervasio Bitossi, si trovava in seconda linea. Dopo due giornate relativamente tranquille, il 26 ottobre intervenne con la 15. Panzer-Division nell'area di Kidney Bridge, fermando l'avanzata dopo alcune penetrazioni locali.
Il 2 novembre, con l'operazione Supercharge, i reparti corazzati della «Littorio» furono nuovamente impegnati insieme a quelli della «Trieste» e ai resti delle divisioni tedesche 15. e 21. Panzer. L'arresto temporaneo dell'attacco spinse Rommel a progettare un ripiegamento verso Fuka. Il 3 novembre giunse però da Roma e Berlino l'ordine di tenere le posizioni.
Quella sera «Littorio», «Trieste» e «Ariete» ricevettero l'ordine di tornare a contatto con l'avversario. Fra il 3 e il 4 novembre la «Littorio» combatté con appena venti carri rimasti. Il racconto conclusivo riguarda soprattutto i carristi e la distruzione del XX Corpo. Per il 12º Bersaglieri, la fonte documenta dunque l'appartenenza e l'organizzazione, ma non consente di ricostruire separatamente gli ultimi combattimenti dei suoi reparti.
Bibliografia e fonti
Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.
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