12º Reggimento bersaglieri, 1883-2005: da Verona a Trapani
La storia del 12º Reggimento bersaglieri, dalle origini veronesi alla campagna africana, fino al battaglione «Castel di Borgo» e alla ricostituzione a Trapani.
Le origini e le tradizioni dei battaglioni
La vicenda del 12º Reggimento bersaglieri attraversa la storia del Regio Esercito e dell’Esercito Italiano. Non fu però un percorso continuo: scioglimenti, ricostituzioni e cambiamenti di ordinamento ne segnarono l’esistenza. A mantenere il legame tra le diverse fasi furono anche le tradizioni affidate ai battaglioni, soprattutto al XXIII.
Il reggimento nacque a Verona il 16 settembre 1883. Alla sua costituzione contribuirono il 6º, l’8º e il 10º Reggimento, cedendo complessivamente quattro battaglioni. Questi reparti avevano già combattuto nella campagna del 1860-1861 e nelle operazioni che nel 1866 portarono alla liberazione del Veneto. A Castel di Borgo, il XXIII aveva ottenuto una medaglia d’argento al valore militare.
Negli anni successivi, il contributo del 12º alle campagne coloniali avvenne attraverso la formazione di altri reparti. Questo fu il suo ruolo nella guerra d’Abissinia del 1895-1896 e nel conflitto italo-turco del 1911-1912, concluso con la conquista della Libia. La fonte consultata non descrive, per queste campagne, un impiego dell’intero reggimento.
Durante la Grande Guerra, i combattimenti sul Mrzli e sullo Sleme portarono una medaglia di bronzo e un’altra d’argento al valore militare. La ricostruzione storica collega inoltre una medaglia d’oro ai combattimenti sul Piave. La descrizione dello stemma precisa che la massima ricompensa richiamata dal capo d’oro appartiene al XXIII Reparto d’Assalto, le cui tradizioni furono affidate al reggimento.
La ricostituzione e i cambiamenti fra le due guerre
Sciolto al termine del primo conflitto mondiale, il 12º tornò a esistere nel 1923. Nel luglio 1924 fu trasformato interamente in un reparto di bersaglieri ciclisti. Rimase su due battaglioni, mentre venne eliminato il battaglione quadro. Il riordinamento del 1926 ne fissò la struttura in comando, deposito e battaglioni XXI e XXIII.
Per la guerra italo-etiopica del 1935-1936, il reggimento fornì dieci ufficiali destinati a reparti ed enti mobilitati. Anche qui occorre distinguere il contributo di personale dalla partecipazione dell’intera unità. Nel 1939, invece, un suo battaglione prese parte alle operazioni di occupazione dell’Albania.
Quando l’Italia entrò nella seconda guerra mondiale, il 12º comprendeva il XXI Battaglione motociclisti e due battaglioni autotrasportati, il XXIII e il XXXVI. I reparti erano nella zona di Aosta, sul fronte occidentale. L’armistizio con la Francia intervenne prima che fossero impiegati in operazioni.
Nell’aprile 1941 il reggimento passò in Jugoslavia, subordinato alla Divisione corazzata «Littorio». Il rientro in Italia cominciò il 3 maggio; seguirono dislocazioni in Liguria ed Emilia. A dicembre tornò in territorio jugoslavo per circa un mese, svolgendo esplorazione e ricognizione davanti al fronte della stessa divisione.
Il 1942 in Africa settentrionale
Nel gennaio 1942 iniziò il trasferimento verso il nuovo teatro di guerra. Rientrati in Italia, i bersaglieri raggiunsero in gruppi successivi Taranto e Napoli per l’imbarco. La traversata fu segnata da una grave perdita: la motonave «Victoria», sulla quale viaggiava il XXXVI Battaglione, venne colpita da un siluro. Al naufragio sopravvissero soltanto alcuni ufficiali e duecento bersaglieri.
In Africa, il 12º fu inizialmente inserito nella Divisione «Ariete», poi tornò alla «Littorio». Dopo il passaggio attraverso Tripoli e Agedabia, il 20 giugno si schierò a est di el Adem. Nei combattimenti di Sidi Rezegh e Trigh Capuzzo fermò una brigata indiana che cercava di raggiungere Tobruk e ricongiungersi alle forze inglesi.
L’avanzata proseguì verso Marsa Matruh, dove il reggimento organizzò un caposaldo. Il 29 giugno occupò Sidi Hamrisc; il giorno seguente riprese il movimento verso el Alamein. A quel punto la sua forza era scesa a circa mille uomini.
L’offensiva inglese del 23 ottobre aprì una fase diversa. Ai bersaglieri furono richiesti ripetuti combattimenti di retroguardia per rallentare l’avversario durante la ritirata. Secondo la cronologia riportata nel testo, il reparto raggiunse Tripoli il 12 novembre. Lo scioglimento arrivò l’8 dicembre 1942. I pochi superstiti confluirono nel ricostituito 7º Reggimento e continuarono a combattere in Tunisia.
Il «Castel di Borgo» raccoglie l’eredità
Nel dopoguerra, la storia delle denominazioni richiede attenzione. Il battaglione che a Sacile aveva assunto il numero XXIII nel 1961 divenne XI il 1º marzo 1964, ricevendo le tradizioni dell’XI Battaglione ciclisti. Nello stesso giorno, al ricostituito 32º Reggimento carri della Divisione «Ariete» fu assegnato un battaglione bersaglieri meccanizzato denominato XXIII. Aveva sede a Tauriano ed era equipaggiato con veicoli M113.
La ristrutturazione dell’Esercito portò nel 1975 allo scioglimento del 32º Reggimento carri e alla nascita della Brigata corazzata «Mameli». I battaglioni divennero autonomi. Il 1º ottobre, a Tauriano di Spilimbergo, dal XXIII nacque il 23º Battaglione bersaglieri «Castel di Borgo»: ricevette una bandiera e raccolse le tradizioni del 12º Reggimento.
Il battaglione intervenne in Irpinia nel 1980-1981 per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. Fra ottobre 1983 e gennaio 1984 partecipò alla missione di pace in Libano. Nell’aprile 1991 passò alla Brigata «Ariete»; nel 1992 fu trasferito a Trapani, dove risultò operativo dall’11 maggio sotto la Brigata meccanizzata «Aosta».
Il ritorno del reggimento a Trapani
Il 2 settembre 1992 il 12º venne ricostituito nella caserma «Luigi Giannettino» di Trapani, all’interno della Brigata «Aosta». Il «Castel di Borgo» ne divenne il battaglione. Tra il 1992 e il 1998 il reggimento partecipò all’operazione «Vespri siciliani», assumendo la responsabilità operativa dei reparti presenti nella provincia di Trapani.
Nel gennaio 2005, nel quadro della professionalizzazione delle forze armate, il 12º fu soppresso. Nella stessa sede gli subentrò il ricostituito 6º Reggimento bersaglieri. L’ultimo comandante fu il colonnello Paolo Leotta. Al momento dello scioglimento, l’unità comprendeva il comando reggimentale e il 23º Battaglione: la conclusione di una storia nella quale il nome «Castel di Borgo» aveva conservato un legame essenziale con le origini.
Bibliografia e fonti
Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.
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