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Piume Baciatemi

Il fez dei Bersaglieri: un dono degli Zuavi nella guerra di Crimea

Uniforms and Insignia of the Royal Italian Army during World War II (Regio Esercito) September 1943: Mobile troops Officers and men Tank troops leather coat overalls, leather tank helmet, bersaglieri
Uniforms and Insignia of the Royal Italian Army during World War II (Regio Esercito) September 1943: Mobile troops Officers and men Tank troops leather coat overalls, leather tank helmet, bersaglieri . Autore: Military Intelligence Division of the United States Department of War during World War II — licenza Public domain, Wikimedia Commons.Foto: Military Intelligence Division of the United States Department of War during World War II · Wikimedia Commons · Public domain · fonte

Dal berretto di lana turchina al fez: il racconto di un copricapo tradizionale dei Bersaglieri, legato all’ammirazione degli Zuavi francesi dopo la battaglia della Cernaia.

Un copricapo che racconta un incontro

Fra gli elementi tradizionali dell’abbigliamento dei Bersaglieri compare il fez. La sua origine, secondo la fonte consultata, è legata a un incontro fra militari durante la guerra di Crimea, nel 1855. Al centro del racconto ci sono i bersaglieri e gli Zuavi francesi: i primi per il valore dimostrato, i secondi per il gesto con cui vollero esprimere la propria ammirazione.

È una vicenda breve, ma significativa per comprendere da dove provenga questo copricapo. Il fez viene infatti presentato attraverso un dono, non attraverso la descrizione di un provvedimento sull’uniforme. Gli Zuavi offrirono ai bersaglieri il copricapo che essi stessi portavano. Il testo collega così un oggetto dell’abbigliamento militare al riconoscimento rivolto a uomini di un altro corpo.

Per seguire questa storia occorre distinguere il suo nucleo dalle domande che restano senza risposta. Sono indicati il contesto della guerra, l’anno, i protagonisti e il motivo dell’omaggio. Non sono invece descritte le modalità della consegna né le successive disposizioni sul suo impiego. Il racconto permette dunque di illustrare l’origine tradizionale del fez, senza ricostruirne ogni passaggio.

La Cernaia e l’ammirazione degli Zuavi

Il riferimento militare è la battaglia della Cernaia. È a questo episodio che il testo associa il valore dei bersaglieri capace di suscitare entusiasmo negli Zuavi. Il ruolo dei Bersaglieri rimane quindi centrale: il dono viene spiegato come una manifestazione di stima per il loro comportamento in battaglia.

Gli Zuavi sono presentati come unità speciali appartenenti alla spedizione militare francese. Nel racconto non figurano soltanto come osservatori ammirati: sono loro a compiere il gesto da cui viene fatta derivare la presenza del fez fra i copricapi tradizionali bersagliereschi. L’omaggio mette in relazione due gruppi militari distinti attraverso un oggetto appartenente all’abbigliamento di uno di essi.

La fonte non racconta però lo svolgimento dello scontro. Non indica quali singoli reparti bersaglieri fossero coinvolti nel dono, né nomina i militari che lo offrirono o lo ricevettero. Non sarebbe quindi corretto trasformare questo breve episodio in una descrizione di manovre, assalti o cerimonie. Ciò che viene tramandato qui è il legame fra il valore riconosciuto alla Cernaia e l’omaggio degli Zuavi.

Il berretto che precedeva il fez

La storia del fez comprende anche un richiamo al copricapo usato in precedenza dai bersaglieri. Prima di esso, per le attività da fatica, veniva portato un berretto lungo, realizzato in lana turchina. Alla sua estremità si trovava un fiocco di colore cremisi. Sono questi i particolari materiali e cromatici forniti dal testo.

Questo dettaglio aiuta a non leggere il fez come un elemento presente fin dall’inizio. La fonte stabilisce una successione: richiama dapprima l’origine del copricapo ricevuto dagli Zuavi e ricorda poi quale berretto lo avesse preceduto. Il passato dell’abbigliamento bersaglieresco emerge così attraverso due oggetti diversi, ciascuno descritto sotto un aspetto particolare.

Del berretto precedente conosciamo materiale, colore, forma allungata e ornamento terminale. Del fez, invece, il brano spiega soprattutto la provenienza e il significato del dono. Non ne precisa qui le caratteristiche esteriori. È una differenza da rispettare: i dettagli del berretto di lana non vanno trasferiti al fez, né completati con elementi che il testo non contiene.

Dal dono alla tradizione: ciò che il racconto conserva

Il punto d’arrivo della vicenda è la presenza del fez nella tradizione dei Bersaglieri. Il testo ne riconduce l’origine all’omaggio ricevuto durante la guerra di Crimea. Fra il dono e la successiva appartenenza al corredo tradizionale non vengono però illustrate tappe intermedie. Non sappiamo da questo brano come avvenne la diffusione del copricapo fra i reparti.

Questa essenzialità non impedisce di cogliere il senso del racconto. Il fez conserva, nella spiegazione proposta, il ricordo di un apprezzamento espresso dagli Zuavi francesi verso i bersaglieri. Accanto a esso, il richiamo al vecchio berretto da fatica restituisce un piccolo ma preciso frammento della storia del loro abbigliamento.

Restano dunque tre riferimenti sicuri entro i confini della fonte: il precedente berretto turchino con fiocco cremisi, la guerra di Crimea del 1855 e il dono legato alla Cernaia. Sono sufficienti per raccontare l’origine del fez senza aggiungere protagonisti, circostanze o sviluppi non documentati nel brano.

Bibliografia e fonti

Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.

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