Vai al contenuto
Piume Baciatemi

Iveco Lince: protezione, mobilità e sviluppo del blindato leggero italiano

Italian Army - "Savoia Cavalleria" (3°) Lince vehicle during exercise "Scorpion Legacy 2025"
Italian Army - "Savoia Cavalleria" (3°) Lince vehicle during exercise "Scorpion Legacy 2025". Autore: Italian Army — licenza CC BY 2.5, Wikimedia Commons.Foto: Italian Army · Wikimedia Commons · CC BY 2.5 · fonte

Dalle caratteristiche del mezzo agli aggiornamenti, il percorso dell’Iveco Lince. La fonte descrive il servizio nell’Esercito italiano, ma non cita specifici reparti bersaglieri.

Il Lince nel quadro dell’Esercito italiano

Per raccontare un mezzo militare sulle pagine dedicate ai Bersaglieri occorre distinguere il quadro generale dalle notizie sui singoli reparti. La fonte consultata sull’Iveco LMV indica l’Esercito italiano fra i suoi maggiori utilizzatori, ma non menziona unità bersagliere. Non permette quindi di ricostruire assegnazioni, missioni o episodi che riguardino direttamente questi reparti. Consente invece di conoscere le caratteristiche e l’evoluzione di un blindato presente nelle dotazioni dell’Esercito.

Realizzato a Bolzano da Iveco Defence Vehicles, l’LMV è un veicolo leggero blindato destinato a impieghi diversi. In Italia porta la denominazione VTLM Lince; nell’esercito britannico è conosciuto come Panther CLV. La sua impostazione combina mobilità e protezione degli occupanti dalle armi leggere, dalle mine e dagli ordigni esplosivi improvvisati, indicati con la sigla IED.

Il mezzo arrivò sul mercato senza un cliente iniziale di riferimento. Le vendite raggiunsero comunque dimensioni importanti: nell’ottobre 2015 le esportazioni avevano superato i 4.000 esemplari. Per l’Italia, il testo riporta circa 2.300 acquisti complessivi fra Esercito, Marina, Aeronautica, Guardia di Finanza e Carabinieri. Questa cifra non va dunque attribuita al solo Esercito, né tanto meno ai Bersaglieri.

Un veicolo adattabile a terreni e compiti diversi

La motorizzazione descritta è un turbodiesel IVECO F1C di tre litri, capace di sviluppare 136 kW, corrispondenti a 185 hp. La trasmissione può impiegare un cambio automatico ZF con sei marce oppure uno manuale con cinque; entrambi prevedono la retromarcia. Le ruote anteriori e posteriori dispongono di freni a disco.

Le due configurazioni principali differiscono nelle dimensioni. Quella standard, destinata al trasporto, misura 4.970 millimetri in lunghezza e ha un passo di 3.500. La variante esplorante riduce queste misure rispettivamente a 4.670 e 3.200 millimetri. Sono previste cabine lunghe con quattro porte e cabine corte con due. Tra gli allestimenti possibili figurano il posto comando e il trasporto dei feriti.

Per la versione standard il testo indica sette tonnellate a pieno carico e la possibilità di accogliere quattro militari equipaggiati. Occorre però distinguere la portata secondo la configurazione: circa tre tonnellate per quella non blindata, mentre nella blindata il limite complessivo di personale ed equipaggiamento è indicato intorno agli 800 chilogrammi.

Le sospensioni indipendenti, insieme alla distribuzione dei pesi e della forza motrice, favoriscono il movimento fuori strada. Il campo di temperatura previsto va da 32 gradi sotto zero a 49 sopra zero. Senza interventi preparatori il mezzo può attraversare acqua profonda 70 centimetri; dopo la preparazione necessaria può raggiungere i 150 centimetri.

Anche il trasferimento per via aerea rientra nelle possibilità del progetto. La versione esplorante può essere caricata su CH-47 ed EH-101, mentre quella base può essere trasportata mediante aggancio esterno. Per l’NH90 sono richieste preparazioni del veicolo e dell’elicottero. Fra gli aerei citati, il C-27J può accogliere un Lince e il C-130 due. Il tetto smontabile in tre elementi permette inoltre configurazioni adatte all’aviolancio.

La protezione dell’abitacolo

La difesa degli occupanti non dipende soltanto dallo spessore della corazza. Nella configurazione standard, le superfici esterne e i vetri dell’abitacolo proteggono dalle munizioni perforanti da 5,56 e 7,62 millimetri. All’interno, il rivestimento composito AMAP-L serve a contenere la dispersione delle schegge qualora venga attraversata la protezione principale.

Contro le mine antiuomo, il fondo presenta una piastra sagomata a V. La forma indirizza lateralmente l’onda dell’esplosione e limita le sollecitazioni sulla cabina. Il testo descrive inoltre, per gli scoppi più potenti, il distacco dell’abitacolo dagli assi delle ruote come parte delle soluzioni destinate alla salvaguardia degli occupanti.

La collocazione posteriore del gruppo di riduzione, sotto il cassone, risponde anch’essa alla protezione da mine e IED. In caso di esplosione il cassone può essere espulso, lasciando sfogare verso l’alto la pressione. Sotto il pianale dell’abitacolo non sono collocati organi meccanici; i suoi bordi arrotondati favoriscono lo sfogo esterno dell’onda d’urto.

La blindatura può essere rafforzata con moduli aggiuntivi. Il montaggio richiede circa dieci ore-uomo e porta la protezione dell’abitacolo a comprendere colpi perforanti da 12,7 e 14,5 millimetri. Una piastra supplementare sul fondo è destinata alla difesa dalle mine anticarro. Sono previsti anche accorgimenti per contenere la visibilità radar e infrarossa, attraverso vernici specifiche e la disposizione dei componenti meccanici.

Gli aggiornamenti dall’A1 all’LMV2

L’esperienza in Afghanistan contribuì alle modifiche della versione A1, presentata a Eurosatory nel 2010. Furono rinforzati la struttura dell’abitacolo e il tetto corazzato. La maggiore robustezza rese superfluo il precedente rollbar, che venne eliminato. Le porte ricevettero cerniere esterne più resistenti e maniglie utili all’apertura anche dopo un ribaltamento laterale.

Gli interventi interessarono inoltre sedili, torretta e dispositivi di servizio. Comparvero una presa esterna per ricaricare le batterie e la possibilità di aggiungere una seconda botola superiore. Era disponibile nella configurazione definitiva anche la HITROLE Light di OTO Melara, una torretta azionabile dall’interno del veicolo.

Nel 2014 venne presentato un ulteriore sviluppo. Le modifiche riguardarono affidabilità meccanica, comportamento fuori strada, disposizione degli interni e protezione dagli esplosivi. Il carico utile aumentò di circa il 40%, raggiungendo, secondo la versione, 1.500 chilogrammi. Un tetto removibile in acciaio balistico consentiva l’impiego di torrette differenti; molti aggiornamenti potevano essere estesi ai mezzi precedenti. Nel 2016 seguì l’LMV2, descritto dalla fonte come una versione profondamente modificata, senza ulteriori dettagli tecnici.

Bibliografia e fonti

Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.

Commenti

Caricamento dei commenti…

    Per commentare deve accedere o iscriversi.