Luciano Manara e i suoi bersaglieri: dalla Lombardia alla difesa di Roma
Dai volontari lombardi del 1848 ai 600 bersaglieri diretti a Roma: il percorso di Luciano Manara, caduto a Villa Spada, e la memoria custodita anche da sezioni e fanfare.
La storia di Luciano Manara si intreccia con quella dei bersaglieri attraverso le campagne del 1848 e del 1849. Organizzatore dei Bersaglieri Lombardi, fu poi comandante di un corpo di bersaglieri nell'esercito piemontese. Dopo la sconfitta di Novara raggiunse Roma, dove partecipò alla difesa della Repubblica Romana. Il suo percorso terminò il 30 giugno 1849, durante i combattimenti a Villa Spada.
La formazione e il legame con Antegnate
Nato a Milano il 25 marzo 1825, in contrada Sant'Andrea, Giuseppe Baldassarre Luciano Manara era figlio di Filippo e Maria Luca. La famiglia apparteneva alla borghesia benestante della città. Luciano frequentò il liceo a Milano e fu legato da amicizia a Carlo Cattaneo. Seguì anche lezioni presso la scuola di Marina veneziana e, tra il 1840 e il 1846, trascorse lunghi periodi in Francia e in Germania.
Antegnate occupò un posto importante nella sua vita privata. Nel paese della bassa bergamasca passava le vacanze estive e, il 10 settembre 1843, sposò Carmelita Fè. Dal matrimonio nacquero Filippo, Giuseppe e Pio Luciano.
La sua passione musicale ebbe anche un risvolto concreto. Quando aveva appena vent'anni, avviò ad Antegnate una piccola scuola, pagando personalmente gli strumenti. Da quell'iniziativa nacque una realtà musicale tuttora attiva: il Corpo Musicale Luciano Manara, che porta il suo nome dal 1845 ed è annoverato fra le bande più antiche della bergamasca.
I Bersaglieri Lombardi nella campagna del 1848
L'impegno militare di Manara emerse nelle Cinque Giornate milanesi. Fra le azioni da lui guidate vi fu quella che consentì di prendere Porta Tosa, ribattezzata Porta Vittoria dopo l'Unità d'Italia. Nella prima guerra d'indipendenza mise quindi a disposizione del Governo provvisorio milanese una formazione di 500 volontari, organizzata da lui: i Bersaglieri Lombardi.
Con il grado di maggiore entrò nei Corpi Volontari Lombardi, affidati al generale Michele Allemandi. Nell'aprile 1848 partecipò all'avanzata in Trentino. L'obiettivo era raggiungere e occupare Trento, interrompendo lungo la valle dell'Adige il passaggio dei rinforzi austriaci destinati alle fortezze del Quadrilatero. Il tentativo non riuscì: il 15 aprile gli austriaci arrestarono l'operazione a Vezzano, poco distante dalla città.
Un'altra grave difficoltà arrivò il 20 luglio a Sclemo, vicino a Stenico. Qui Manara subì una pesante sconfitta contro 2.000 soldati austriaci comandati dal maggiore Pompeius Scharinger von Lamazon. Fu costretto a ritirarsi nel castello di Stenico.
Durante l'estate, dopo la riorganizzazione del Corpo di Osservazione Volontario del Tirolo sotto il generale Giacomo Durando, prese parte alla sorveglianza del confine trentino. Le sue operazioni interessarono la Valle Sabbia e il Monte Stino. Il servizio dei volontari comprendeva dunque anche il controllo del territorio, oltre agli scontri sul campo.
Dal Piemonte a Roma con 600 bersaglieri
In agosto, con il ritorno degli austriaci, Manara si trasferì in Piemonte insieme alla propria colonna. Nell'esercito piemontese conservò il grado di maggiore e ricevette il comando di un corpo di bersaglieri. La formazione faceva parte della divisione lombarda del generale Gerolamo Ramorino.
Alla ripresa della guerra contro l'Austria, nel 1849, combatté con il reparto lungo il Po e a La Cava. Questa località della provincia di Pavia avrebbe assunto in suo ricordo il nome di Cava Manara. La sconfitta dell'esercito sabaudo a Novara segnò poi un nuovo passaggio: lasciato il Piemonte, Manara scelse di contribuire alla difesa della Repubblica Romana.
Il 22 aprile 1849 salpò da Portofino verso Civitavecchia. Con lui viaggiavano 600 bersaglieri, distribuiti su due battelli. Il 29 aprile giunse a Roma. Dopo vari scontri con le forze borboniche nei dintorni della città, ottenne prima la promozione a tenente colonnello e poi quella a colonnello.
Il 16 maggio uscì da Roma alla testa della propria brigata. Insieme alle altre truppe repubblicane partecipò all'occupazione di Anagni e, successivamente, di Frosinone. Il reparto di bersaglieri accompagnò così il passaggio della sua attività militare dal fronte settentrionale alla difesa della repubblica.
Villa Spada e il difficile ritorno delle spoglie
Il 3 giugno cominciarono gli attacchi francesi contro Roma, condotti dalle forze del generale Oudinot. Di fronte a un avversario numericamente superiore furono predisposte le difese. Garibaldi affidò a Manara l'incarico di capo di Stato Maggiore. Il 30 giugno, mentre difendeva Villa Spada, Manara ricevette la ferita mortale.
Il funerale si svolse a San Lorenzo in Lucina, con un'omelia pronunciata da don Ugo Bassi. Le spoglie rimasero inizialmente a Roma: la madre non ottenne dalle autorità di Vienna l'autorizzazione a trasferirle a Milano. Il corpo venne poi trasportato per mare a Genova, insieme a quelli di Emilio Morosini ed Enrico Dandolo, e quindi a Vezia, presso Lugano. La tomba dei Morosini lo accolse provvisoriamente.
Soltanto nel 1853 Francesco Giuseppe autorizzò il trasferimento a Barzanò, dove i Manara possedevano una villa, imponendo un carattere strettamente privato alla traslazione. Nel 1864 la famiglia poté infine costruire la propria tomba.
Una memoria presente anche fra i bersaglieri
Il ricordo di Manara è affidato a monumenti e intitolazioni. A Milano gli furono dedicati il monumento bronzeo realizzato da Francesco Barzaghi nel 1894 e una lapide; un'altra lapide si trova ad Antegnate. Eleuterio Pagliano ne aveva raffigurato la morte in un dipinto del 1884.
Il legame con i bersaglieri resta visibile nella sezione milanese dell'Associazione nazionale bersaglieri e nella sua fanfara, entrambe a lui intitolate. A Roma, un bassorilievo posto sul basamento del monumento al Bersagliere, davanti a Porta Pia, ne conserva la memoria: un richiamo al comandante che dai volontari lombardi era giunto alla difesa della città.
Bibliografia e fonti
Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.
Commenti
Caricamento dei commenti…
Per commentare deve accedere o iscriversi.
