Il Bersagliere di Porta Pia: la storia del monumento e delle sue sei scene
A Roma, il monumento di Morbiducci e Mancini ricorda i Bersaglieri davanti a Porta Pia. La sua storia e i sei episodi scolpiti sul basamento, dal Risorgimento al 1918.
Un Bersagliere davanti a Porta Pia
A Roma, nel centro del piazzale davanti a Porta Pia, una figura in bronzo rappresenta un Bersagliere nel movimento dell'assalto. Il monumento risale al 1932 e porta i nomi dello scultore Publio Morbiducci e dell'architetto Italo Mancini. La sua collocazione è parte del ricordo affidato all'opera: poco distante si trova il luogo della breccia del 20 settembre 1870.
La statua guarda verso Porta Pia, appartenente alle Mura aureliane. Questo orientamento richiama la posizione dei Bersaglieri nella presa di Roma, avviata attraverso l'apertura praticata vicino alla porta. Il rapporto fra la figura e il luogo è dunque preciso: il monumento ricorda il corpo militare proprio accanto a uno degli episodi rappresentati anche sul suo basamento.
Per comprenderlo occorre osservare sia il Bersagliere che domina la composizione, sia le scene scolpite ai suoi piedi. La figura singola rende riconoscibile il soggetto della commemorazione; le immagini sul piedistallo richiamano invece una successione di vicende. Il percorso raffigurato comprende episodi datati dal 1848 al 1918, senza limitarsi alla sola presa di Roma.
Dalla proposta dell'associazione al progetto del 1932
L'iniziativa nacque dall'Associazione Nazionale Bersaglieri, indicata anche con la sigla ANB. Già nel corso degli anni Venti l'associazione aveva avanzato l'idea di dedicare un monumento ai Bersaglieri appartenenti al Regio Esercito. La proposta, tuttavia, non poté tradursi subito nella realizzazione dell'opera.
Secondo la fonte consultata, la possibilità concreta arrivò soltanto dopo i Patti Lateranensi del 1929. L'accordo segnò la riconciliazione definitiva fra il Regno d'Italia e la Santa Sede. In quel quadro divenne possibile procedere con il monumento davanti a Porta Pia, nelle vicinanze della breccia.
Nel 1930 venne quindi indetto il concorso. A esaminarne gli esiti fu anche Benito Mussolini, allora alla guida del governo. Prevalse la proposta di Morbiducci, sviluppata insieme a Mancini. Il percorso iniziato con la richiesta dell'ANB giunse così alla scelta del progetto e alla sua esecuzione.
L'inaugurazione si svolse il 23 settembre 1932, con Mussolini e il sovrano Vittorio Emanuele III. Queste presenze appartengono al contesto istituzionale della cerimonia. Al centro del programma commemorativo restavano i Bersaglieri, ai quali l'associazione aveva voluto dedicare l'opera fin dalla proposta iniziale.
La figura in bronzo e il piedistallo
Il monumento presenta due componenti principali, diverse per materiale e funzione. In alto si trova la statua bronzea, la cui altezza è indicata in circa quattro metri: si tratta dunque di una misura approssimativa. Sotto la figura si sviluppa il piedistallo di travertino, che accoglie le scene storiche scolpite nella pietra di Trani.
Il Bersagliere è raffigurato mentre scatta all'assalto. Il cappello ornato di piume permette di riconoscerlo immediatamente; fra le braccia tiene un'arma che la fonte definisce un fucile di precisione. La descrizione non offre ulteriori particolari sull'armamento. Il movimento del soldato costituisce il tratto principale della figura, mentre al basamento è affidato il racconto degli episodi commemorati.
Sulla classificazione delle sculture del piedistallo, il riferimento non è uniforme: nella presentazione parla di altorilievi, mentre nella descrizione usa il termine bassorilievi. È quindi più prudente chiamarli semplicemente rilievi. Sono sei, distribuiti su due lati, e uniscono rappresentazioni di battaglie al ricordo della morte di singoli protagonisti.
Sei episodi per ripercorrere la memoria dei Bersaglieri
Sul lato destro si incontrano tre soggetti legati al Risorgimento: Goito, con la battaglia del 1848; Luciano Manara, attraverso la sua morte nel 1849; infine Porta Pia, con la breccia del 1870. Quest'ultima scena riporta lo sguardo al luogo stesso del monumento, collegando la rappresentazione scolpita allo spazio che la circonda.
Il lato sinistro raccoglie episodi successivi. Vi compaiono lo scontro di Sciara-Sciat, datato 1911, la morte di Enrico Toti nel 1916 e quella di Alberto Riva Villa Santa nel 1918. Le due serie accostano così eventi militari e ricordi individuali, scelti per rappresentare momenti della storia dei Bersaglieri.
Il testo identifica questi soggetti, ma non descrive le azioni dei singoli reparti nelle battaglie raffigurate. Non consente quindi di ricostruirne qui l'impiego. Segnala inoltre due iscrizioni sotto i gruppi di rilievi, senza riportarne le parole. La lettura del monumento deve fermarsi a quanto è documentato: una figura di Bersagliere, sei richiami storici e un luogo direttamente legato alla memoria della presa di Roma.
Bibliografia e fonti
Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.
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