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Piume Baciatemi

Il 9º Reggimento bersaglieri dal 1871 al 1996: storia e tradizioni dell’«Oslavia»

Coat of Arms of the 28° Bersaglieri Battalion; Italian Army.
Coat of Arms of the 28° Bersaglieri Battalion; Italian Army.. Autore: Massimop & Noclador — licenza CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons.Foto: Massimop & Noclador · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0 · fonte

Dalla fondazione a Cuneo alle due guerre mondiali, il percorso del 9º Bersaglieri e la continuità delle sue tradizioni nel 28º Battaglione «Oslavia».

La storia del 9º Reggimento bersaglieri comprende campagne coloniali, due guerre mondiali e numerose trasformazioni organizzative. Nato nel 1871, il reparto del Regio Esercito cessò definitivamente di esistere durante i combattimenti del 1942 in Nordafrica. La sua eredità, tuttavia, non scomparve: dal 1975 al 1996, Bandiera e tradizioni furono custodite dal 28º Battaglione bersaglieri «Oslavia» dell’Esercito Italiano.

1871: la nascita a Cuneo e le prime campagne

Il reggimento fu formato il 1º gennaio 1871 a Cuneo, riunendo quattro battaglioni: XXVIII, XXX, XXXII e XL. Il XXVIII portava già con sé una medaglia di bronzo al valore militare, ottenuta durante le guerre del Risorgimento.

La storia precedente dei reparti comprendeva frequenti impieghi contro il brigantaggio e compiti di ordine pubblico. Tra questi figurava l’intervento a San Giovanni in Persiceto, dove una violenta rivolta contadina aveva contestato la reintroduzione della tassa sul macinato da parte del governo nazionale. La fonte consultata collega a questi servizi anche il conseguimento di una medaglia di bronzo al valore militare.

Dal 1883 il reggimento ebbe sede ad Asti. Partecipò alla campagna in Eritrea del 1895 e, successivamente, alle operazioni coloniali in Libia del 1911. In quest’ultima occasione i bersaglieri contribuirono all’occupazione di Sidi Said, operando nella colonna «Cavaciocchi».

Accanto agli impieghi militari vi fu l’assistenza alla popolazione colpita dal terremoto di Messina del 1908. Per l’opera di soccorso il reparto ottenne una medaglia d’argento di benemerenza: un riconoscimento distinto dalle ricompense attribuite per le azioni di guerra.

1915-1918: il reggimento e il battaglione ciclisti

Quando l’Italia entrò nella Prima guerra mondiale, il 9º comprendeva i battaglioni XXVIII, XXX e XXXII, insieme al IX Ciclisti. Nel corso del conflitto si susseguirono al comando i colonnelli Luigi Baronia, Guglielmo Ranieri, Guglielmo Caldera, Roberto Pasini, Francesco Borrelli e Arturo Radaelli.

Il 17 novembre 1917 gli eventi bellici determinarono lo scioglimento del reggimento. Il provvedimento non coinvolse però il battaglione ciclisti, che proseguì la propria attività. Occorre quindi distinguere il destino del comando reggimentale da quello di questa sua componente, rimasta in servizio ancora per alcuni mesi.

Nel giugno 1918 il IX Battaglione ciclisti combatté nella battaglia del solstizio. Il suo comportamento fu ricordato dal Comando Supremo nel bollettino di guerra numero 1123, datato 21 giugno 1918. Tre giorni più tardi, il 24 giugno, anche il battaglione venne sciolto e i suoi uomini passarono ai reparti d’assalto.

1919-1939: ricostituzione e nuovi ordinamenti

Il nome del 9º tornò in uso il 20 febbraio 1919, quando fu assegnato al 20º Reggimento bersaglieri. Anche i battaglioni cambiarono numerazione: il LXX divenne XXVIII, il LXXI assunse il numero XXX e il LXXII quello di XXXII.

Negli anni successivi l’organizzazione mutò più volte. Una disposizione ministeriale del 7 luglio 1924 trasformò l’intero reggimento in reparto ciclisti e soppresse il battaglione quadro. Nel 1926 la struttura comprendeva comando, deposito e due battaglioni, XXVIII e XXX. Quest’ultimo passò alla specialità mitraglieri nel 1930; il 15 marzo 1931 fu ricostituito anche il XXXII, con la medesima funzione.

Nel frattempo, nel 1929, il reparto aveva lasciato la caserma Carlo Alberto di Asti per trasferirsi a Zara. Durante la campagna d’Etiopia del 1935-1936 il suo contributo consistette nell’invio di 162 militari di complemento al 3º Reggimento bersaglieri. Il testo non descrive un impiego del 9º al completo in quella campagna.

Dal 10 agosto 1936 il reggimento divenne motorizzato. Al suo interno il XXVIII rimase ciclisti, il XXX fu autoportato e il XXXII motomitraglieri. Nel 1937 la sede passò a Treviso.

Nel 1939 il comando e il XXVIII parteciparono all’occupazione dell’Albania. Il 1º aprile dello stesso anno il 9º entrò nella Divisione motorizzata «Trieste». L’11 luglio fu poi sciolto il XXVIII ciclisti.

1940-1942: dal fronte occidentale a El Alamein

Nell’aprile 1940 il reggimento ricevette il XL Battaglione autoportato, la 105ª Compagnia cannoni da 47/32 e un autoreparto. La sede fu trasferita a Cremona. Dal 3 novembre il XL avrebbe ripreso la denominazione di XXVIII.

All’entrata dell’Italia nella Seconda guerra mondiale, i bersaglieri del 9º furono schierati sul fronte occidentale insieme alla «Trieste», dalla quale dipendevano. Nell’agosto 1941 raggiunsero la Libia e presero parte alla campagna nordafricana. Combatterono nella Marmarica e nella Sirtica, ottenendo una medaglia di bronzo al valore militare.

Il 24 ottobre 1942 il reggimento fu impegnato nella seconda battaglia di El Alamein. Il 5 novembre, dopo essere stato accerchiato e distrutto, venne sciolto a causa degli eventi bellici. Questa volta non sarebbe stato ricostituito.

1963-1996: il XXVIII e l’eredità dell’«Oslavia»

Un nuovo capitolo riguardò il XXVIII Battaglione bersaglieri, ricostituito nel 1963 a Bellinzago Novarese, nella caserma «Valentino Babini». Dotato di VTT M113, costituiva la componente meccanizzata del 31º Reggimento carri, appartenente alla Divisione corazzata «Centauro» del III Corpo d’armata.

La riforma del 1975 eliminò il livello reggimentale e rese i battaglioni autonomi, subordinandoli direttamente alle brigate. Con lo scioglimento del 31º Reggimento carri, il XXVIII assunse il nome di 28º Battaglione bersaglieri «Oslavia». Ricevette la Bandiera e le tradizioni del 9º e fu inserito nella 31ª Brigata corazzata «Curtatone».

Nel 1986, abolito anche il livello divisionale, la «Curtatone» divenne 31ª Brigata corazzata «Centauro», direttamente dipendente dal III Corpo d’armata. Il 15 ottobre 1996, nel quadro del passaggio della brigata all’ordinamento meccanizzato, l’«Oslavia» fu soppresso. Terminò così l’attività del battaglione che aveva conservato per oltre vent’anni l’eredità del 9º Bersaglieri.

Bibliografia e fonti

Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.

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