Operazione Leonte: i tre turni della Brigata Bersaglieri Garibaldi in Libano
La Garibaldi guidò il contingente italiano in tre turni di Leonte. Il suo ruolo si inserisce nella missione ONU in Libano, tra interposizione, assistenza e difficoltà del mandato.
Nella storia dell’operazione Leonte, la presenza dei Bersaglieri emerge attraverso tre turni affidati alla brigata Garibaldi. Il primo si svolse nel 2008, il secondo nel 2010 e il terzo tra il 2018 e il 2019. Sono questi i passaggi che la fonte consultata documenta per la formazione bersaglieresca, all’interno del più ampio impegno militare italiano in Libano.
Per comprenderne il significato occorre partire dalla missione nel suo insieme. Leonte ebbe inizio nel 2006 come contributo italiano a UNIFIL, la forza delle Nazioni Unite presente nel Paese. Il nome richiama il Leonte, indicato come il maggiore fiume libanese e come limite dell’area assegnata al contingente italiano dalla risoluzione 1701.
Dalla guerra del 2006 all’arrivo del contingente
Dopo la guerra del 2006, le Nazioni Unite decisero di schierare nel Libano meridionale una forza che si interponesse fra l’esercito israeliano e le milizie di Hezbollah. L’Italia partecipò fin dalle prime fasi della crisi. Prima dell’avvio di Leonte, l’operazione Mimosa ’06 aveva affrontato l’urgenza di portare in salvo i cittadini in fuga dai combattimenti.
Il 17 luglio 2006 il cacciatorpediniere Durand de la Penne, impegnato in un’esercitazione in Grecia, raggiunse Beirut. Fu tra le prime navi neutrali a entrare nel porto e trasferì verso Cipro italiani e altri cittadini europei. L’evacuazione precedette l’invio del contingente destinato alla forza di interposizione.
Il 28 agosto partirono da Brindisi la portaerei Garibaldi, le unità da sbarco San Marco e San Giusto, la fregata Espero e la corvetta Fenice. Da Marghera salpò invece un mercantile che trasportava mezzi del genio dell’Esercito. La formazione navale era guidata dall’ammiraglio di divisione Giuseppe De Giorgi.
Il 2 settembre le navi arrivarono davanti a Tiro. Lo sbarco interessò il litorale della città e il piccolo porto UNIFIL di Naqura. Il contingente, affidato al contrammiraglio Claudio Confessore, contava circa 1.100 militari e 156 mezzi. La maggior parte degli uomini apparteneva ai fucilieri di marina del San Marco.
La fase navale e gli aiuti ai civili
La prima componente italiana era una forza iniziale d’ingresso, chiamata Entry Force. Riuniva le truppe anfibie del San Marco e dei Lagunari, nell’ambito della forza di proiezione dal mare. Vi si aggiungevano una compagnia del 7º reggimento NBC Cremona, una del 3º reggimento Genio e un distaccamento del Tuscania con compiti di polizia militare. I Bersaglieri non sono menzionati nella composizione di questa forza.
Terminato lo sbarco, il gruppo navale continuò a sostenere i militari a terra. L’8 settembre, alle 12:30, iniziò anche la sorveglianza delle acque libanesi, con la Task Force 425. Questo intervento consentì la rimozione del blocco navale israeliano. Alle navi italiane subentrarono poi unità britanniche, greche, tedesche e francesi. Gli aeromobili imbarcati svolsero ricognizioni sui movimenti delle navi mercantili.
Accanto ai compiti militari vi fu l’assistenza alla popolazione. A Beirut, San Giorgio e San Marco sbarcarono cucine da campo, ambulanze, generatori, tende, medicinali e alimenti. I materiali provenivano dal Ministero degli esteri, dalla protezione civile, dalla Croce Rossa Italiana e dal Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite. Le navi contribuirono inoltre all’evacuazione di altri italiani.
La Garibaldi alla guida di Leonte
L’8 novembre 2006 iniziò la fase affidata all’Esercito. Le brigate si avvicendarono secondo una rotazione descritta come semestrale, anche se le durate indicate nella cronologia non sono sempre uguali. Il comandante della brigata assumeva anche la responsabilità del contingente nazionale. Il primo turno spettò alla Pozzuolo del Friuli, seguita dalla Folgore e dall’Ariete.
La brigata bersaglieresca Garibaldi entrò in questa successione con Leonte IV, da maggio a novembre del 2008. Tornò alla guida con Leonte VIII, da maggio a novembre del 2010. Il terzo periodo riportato è Leonte XXV, iniziato nell’ottobre del 2018 e concluso nel maggio del 2019.
Il dato centrale è dunque l’assunzione della guida del contingente in tre momenti distinti. Il testo non precisa quali singoli reggimenti bersaglieri fossero presenti, né fornisce il numero dei loro militari. Non racconta episodi specifici, attività quotidiane o interventi attribuibili direttamente a quei reparti. Non sarebbe quindi corretto trasformare i compiti generali di UNIFIL in un resoconto particolare delle azioni dei Bersaglieri.
La partecipazione della Garibaldi va letta nel quadro degli avvicendamenti fra le diverse brigate dell’Esercito. Le tre presenze documentano un ruolo di comando ripetuto nel tempo, ma non permettono, da sole, di ricostruire nel dettaglio l’impiego sul terreno.
Il mandato delle Nazioni Unite e le sue difficoltà
UNIFIL era stata istituita nel 1978 con la risoluzione 425. Dopo la guerra del 2006, la risoluzione 1701 ne ampliò il mandato. Fra gli obiettivi figuravano la vigilanza sull’interruzione delle ostilità, il sostegno al dispiegamento delle forze libanesi nel sud e il coordinamento fra questo dispiegamento e il ritiro israeliano.
Il mandato prevedeva inoltre una fascia senza armi e personale armato non autorizzati fra la Blue Line e il Litani, insieme all’assistenza umanitaria e al rientro sicuro degli sfollati. Il testo presenta invece al condizionale le attività operative: osservazione da postazioni fisse, pattuglie diurne e notturne, posti di controllo, collegamenti con l’esercito libanese e sorveglianza marittima.
La ricostruzione segnala infine una grave difficoltà nel 2024. L’invasione israeliana del Libano e le operazioni contro Hezbollah, accompagnate dall’intensificarsi degli scontri lungo la Blue Line, misero in discussione la capacità di UNIFIL di impedire nuove ostilità. È una valutazione sull’efficacia complessiva della missione, che il testo non attribuisce ai turni della Garibaldi né a specifici reparti bersaglieri.
Bibliografia e fonti
Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.
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