Nemmeno un minuto da perdere: i pantaloni «aperti» dei primi Bersaglieri
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Foto: Colonel Sir George Cadogan (1814-1879) · Wikimedia Commons · Public domain · fonteNel 1836 La Marmora volle un soldato rapido in tutto, perfino nel vestirsi: i pantaloni si aprivano anche nel mezzo «per non perdere tempo nelle occorrenze». Un dettaglio curioso che racconta la velocità dei Bersaglieri.
Quando si parla della velocità dei Bersaglieri si pensa subito alla corsa, alla fanfara che sfila al passo di corsa, al cappello piumato che ondeggia. Ma nell'Ottocento la rapidità del nuovo Corpo era pensata fin nei dettagli più piccoli e più quotidiani: anche nei pantaloni.
Un soldato nuovo, leggero e veloce
Il 18 giugno 1836 nacque la prima compagnia voluta dal capitano Alessandro Ferrero La Marmora. Nella sua «Proposizione» a re Carlo Alberto descriveva una truppa scelta, abile nel tiro e capace di muoversi con la massima mobilità, «particolarmente nelle montagne e paesi rotti». Il Bersagliere doveva arrivare prima degli altri, appostarsi al coperto e colpire con precisione.
Per un soldato così ogni impaccio era un nemico. Per questo La Marmora curò personalmente il vestiario e l'equipaggiamento: tutto doveva servire, nulla doveva rallentare.
«Per non perdere tempo nelle occorrenze»
Nel corredo assegnato alla fondazione c'era un paio di pantaloni con chiusure a bottoni che si aprivano «anche nel mezzo per non perdere tempo nelle occorrenze». Le «occorrenze», detto con il garbo dell'epoca, erano i bisogni del corpo. Nel 1837 comparvero anche le mutande con lo spacco posteriore.
Il senso pratico è evidente: un reparto chiamato a muoversi di continuo, spesso lontano dalle retrovie, non poteva permettersi lunghe soste. Bastava sbottonare, sbrigarsi e riprendere subito il posto nella fila.
Tra i Bersaglieri si racconta, con un sorriso, che i primi fanti piumati fossero così veloci da non fermarsi nemmeno per questo. È un racconto di caserma, che le fonti consultate non confermano come pratica in combattimento; il dettaglio dei pantaloni, invece, è documentato nel corredo del 1836.
Una divisa pensata per il movimento
Lo stesso spirito si ritrova nel resto della divisa. Nelle tavole dell'Ufficio Storico della Difesa i pantaloni dei Bersaglieri appaiono larghi fino sotto il ginocchio e più stretti verso la caviglia, sul modello delle truppe francesi d'Africa: comodi per correre e saltare. Le buffetterie erano di cuoio nero per rendere il soldato meno visibile, e la giberna si portava sul davanti per prendere le munizioni più in fretta.
Il cappello a larga tesa riparava dal sole e dalla pioggia, e il piumetto proteggeva l'occhio destro, quello della mira. Ogni scelta rispondeva alla stessa idea: il Bersagliere doveva essere pronto, sempre.
Una curiosità che dice molto
Oggi quel dettaglio fa sorridere, ma racconta bene che cosa volesse dire essere Bersagliere già nel 1836: non perdere mai un minuto. È la stessa idea che vive nel passo di corsa e nel detto che il Bersagliere ha sempre vent'anni.
Fonti
- ANB Seriate — Le caratteristiche del Bersagliere: il vestiario alla fondazione del 1836
- Treccani, Enciclopedia Italiana (1930) — voce «Bersaglieri»: la «Proposizione» di La Marmora
- Ministero della Difesa, Area storica — 1863, Capitano dei Bersaglieri in grande uniforme
- Ministero della Difesa, Area storica — 1863, Bersagliere in tenuta di marcia
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