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Piume Baciatemi

Il 1º Reggimento bersaglieri dal 1836 al 2007: origini, trasformazioni e missioni

1st Bersaglieri Regiment Dardo IFVs during an exercise in Capo Teulada
1st Bersaglieri Regiment Dardo IFVs during an exercise in Capo Teulada. Autore: Italian Army — licenza CC BY 2.5, Wikimedia Commons.Foto: Italian Army · Wikimedia Commons · CC BY 2.5 · fonte

Dalla prima compagnia di La Marmora alla sede di Cosenza: la storia del 1º Reggimento bersaglieri tra campagne militari, riordinamenti e soccorso alle popolazioni.

La storia del 1º Reggimento bersaglieri comprende campagne militari, cambiamenti di sede e profonde trasformazioni dell'organico. Non è però una vicenda istituzionale senza interruzioni: scioglimenti e ricostituzioni ne hanno segnato il percorso. Oggi il reparto appartiene alla Brigata bersaglieri «Garibaldi» e ha sede a Cosenza. Le sue radici vengono generalmente individuate nella prima compagnia del Corpo, nata nel 1836.

1836-1871: dalla prima compagnia al reggimento operativo

Un decreto regio del 18 giugno 1836 istituì nell'Armata Sarda la 1ª compagnia bersaglieri, affidata ad Alessandro La Marmora. È questa formazione a essere comunemente riconosciuta come il nucleo dal quale discende il reggimento. Il collegamento passò attraverso il I battaglione, costituito nel 1848, che comprendeva proprio quella compagnia.

Il I battaglione combatté nella prima guerra d'indipendenza del 1848-1849, in Crimea nel 1855-1856 e nella seconda guerra d'indipendenza del 1859. Partecipò inoltre alle campagne in Lombardia e Umbria e alle operazioni contro il brigantaggio del 1860-1861. Al Volturno fu tra le formazioni regolari dell'Armata Sarda impegnate con Garibaldi: il 2 ottobre 1860 combatté a Caserta Vecchia insieme a reparti del genio e dell'artiglieria.

Il passaggio alla struttura reggimentale avvenne nel 1861. Il 16 aprile nacque il comando bersaglieri del I Corpo d'armata; il 31 dicembre l'unità assunse a Cuneo la denominazione di 1º Reggimento bersaglieri. All'inizio il comando si occupava soltanto di amministrazione e disciplina, senza dirigere operazioni.

Nel 1865 entrarono alle sue dipendenze anche i battaglioni VI e VII. Seguì la partecipazione alla terza guerra d'indipendenza, nel 1866. Dal 1º gennaio 1871, con sede a Torino, il reggimento acquistò anche compiti operativi e risultò composto dai battaglioni I, VII e IX.

Dalle spedizioni oltremare alla Grande Guerra

Il reggimento mise a disposizione personale e materiali per le spedizioni in Eritrea del 1887-1888 e del 1895-1896, poi per la guerra in Libia del 1911-1912. Intanto, il 1º ottobre 1910, aveva ricevuto il 1º battaglione bersaglieri ciclisti, formato nel 1908.

Quando l'Italia entrò nella prima guerra mondiale, nel maggio 1915, il reggimento si trovava in Libia. Faceva eccezione il battaglione ciclisti, di stanza a Napoli. Il 5 giugno questo reparto raggiunse il Tagliamento sotto il comando del tenente colonnello Giovanni Beruto, passando direttamente alle dipendenze del X Corpo d'armata.

I ciclisti conquistarono Caston di Lora il 9 ottobre 1916 e il giorno seguente estesero l'azione all'Alpe di Carmagnon. Per questi combattimenti ottennero una medaglia di bronzo al valor militare. Nel 1917 furono riuniti con il 7º e l'8º ciclisti in un gruppo autonomo.

Il comando reggimentale rientrò in Italia nel febbraio 1916. I battaglioni, invece, ormai autonomi, rimasero oltremare fino al maggio 1918. Tornarono quindi per l'ultima fase della guerra nell'Italia nordorientale, formando reparti d'assalto ai quali furono assegnate complessivamente una medaglia d'argento e due di bronzo al valor militare.

1919-1943: nuovi ordinamenti e seconda guerra mondiale

Dopo il conflitto una compagnia costituita dal reggimento operò con la spedizione in Palestina. I battaglioni I, VII e IX tornarono invece in Libia tra febbraio e luglio 1919. Nello stesso anno fu sciolto il battaglione ciclisti, ma nel 1924 l'intero reggimento venne trasformato in unità ciclistica, con i soli battaglioni I e VII.

Nel 1935 fu organizzato un battaglione di volontari, successivamente trasformato in speciale e inviato in Etiopia. Partecipò alla guerra del 1935-1936 con 16 ufficiali e 215 uomini. Nel 1936 furono sciolti tutti i battaglioni ciclisti. Il 1939 vide il ritorno del IX battaglione, l'aggiunta di una compagnia motociclisti e l'impiego nell'occupazione dell'Albania.

Nel giugno 1940 il reggimento apparteneva al Raggruppamento Celere della 1ª Armata, ma non entrò in azione contro la Francia. Alla fine dell'anno fu destinato ai Balcani. L'impiego sul fronte greco-albanese gli valse due medaglie d'argento al valor militare.

Rientrato in Italia alla fine di luglio 1941, passò in Piemonte nell'agosto 1942 e nella Francia meridionale a novembre. Nella zona di Draguignan svolse compiti di difesa costiera e, tra gennaio e agosto 1943, attività di polizia. Dopo l'armistizio, i bersaglieri del deposito combatterono a Napoli contro i tedeschi. Nel settembre 1943 il reggimento fu sciolto nella zona di Torino.

1953-1995: ricostituzione, mezzi corazzati e soccorsi

Il 1º gennaio 1953 il reggimento rinacque a Roma, nella caserma «Giuseppe Albanese Ruffo», alle dipendenze della Divisione corazzata «Pozzuolo del Friuli». Ai battaglioni I e VII si aggiunse il IX nel marzo 1954.

Nel 1958 la sede passò alla caserma «D'Avanzo» di Aurelia, presso Civitavecchia. L'inserimento di battaglioni carri accanto ai bersaglieri portò alla denominazione di reggimento corazzato. Dopo ulteriori riordinamenti, nel 1964 il reparto entrò nella Divisione «Centauro», con trasporti M113 per i bersaglieri e carri M47 Patton.

Accanto all'attività militare vi furono gli interventi per le popolazioni: nel 1966 reparti del reggimento prestarono soccorso durante l'alluvione di Firenze. Il 31 ottobre 1976, nell'ambito della ristrutturazione dell'Esercito, il reggimento fu sciolto. Il 1º Battaglione bersaglieri «La Marmora», divenuto autonomo, ne conservò Bandiera e tradizioni.

Nel 1980 il battaglione intervenne per l'alluvione di Civitavecchia e il terremoto in Irpinia. Partecipò inoltre a Forza Paris in Sardegna nel 1992 e ai Vespri siciliani tra il 1992 e il 1998. Il 18 settembre 1995 tornò nell'organico del ricostituito reggimento. Nel 1997 contribuì ai soccorsi per il terremoto umbro-marchigiano.

2000-2007: da una nuova riduzione alla sede di Cosenza

Nel 2000 il personale fu drasticamente ridotto e il reparto risultò di fatto sciolto. Nel settembre 2002 rimase un Nucleo Attivazione, incaricato di attività logistiche e amministrative legate allo sgombero e alla dismissione dei materiali.

La ripresa avvenne il 1º gennaio 2005: il 18º Reggimento bersaglieri di Cosenza cambiò denominazione in 1º Reggimento bersaglieri, nell'ambito della Brigata «Garibaldi». Nello stesso anno la 2ª e la 35ª compagnia parteciparono ad Antica Babilonia in Iraq. Tra maggio e dicembre 2006 fu impiegato l'intero reggimento.

Nel 2007 la 2ª compagnia prese parte a UNIFIL in Libano, mentre la 35ª, la 1ª e la 3ª operarono in Afghanistan nella missione ISAF. Si apriva così un nuovo capitolo della storia del reparto, dopo le molte trasformazioni attraversate dalle sue origini.

Bibliografia e fonti

Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.

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