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Piume Baciatemi

Il 4º Reggimento bersaglieri dal 1859 al 2023: reparti, guerre e continuità della Bandiera

Coat of Arms of the 14º Bersaglieri Battalion "Sernaglia", 5º Bersaglieri Regiment; Italian Army.
Coat of Arms of the 14º Bersaglieri Battalion "Sernaglia", 5º Bersaglieri Regiment; Italian Army.. Autore: Noclador — licenza CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons.Foto: Noclador · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0 · fonte

Dalle origini risorgimentali alle guerre mondiali, la storia del 4º Bersaglieri attraversa scioglimenti e ricostituzioni. La sua Bandiera ne mantiene il legame con i reparti successivi.

La vicenda del 4º Reggimento bersaglieri non segue una linea continua. È segnata da cambiamenti di struttura, scioglimenti e successive ricostituzioni. Attraversa il Risorgimento, le campagne coloniali e i due conflitti mondiali. Dopo la fine della sua attività, la Bandiera di guerra passa ad altri reparti, conservando un legame con quella storia.

1859-1912: dalle origini a Castelfidardo alla presenza a Rodi

Il primo nucleo di questa vicenda è il XXVI Battaglione, nato a Ravenna nell’agosto 1859. Il suo comportamento a Castelfidardo gli valse una decorazione di bronzo per il valore militare. Proprio quel combattimento sarebbe rimasto uno dei riferimenti della memoria del reggimento.

La costituzione del 4º risale al 31 dicembre 1861. Già nel 1864 il reparto fu sciolto, ma il 31 dicembre 1865 tornò a esistere: il 6º Reggimento assunse infatti la nuova numerazione. Seguirono la partecipazione alla terza guerra d’indipendenza e alla presa di Roma.

Per gli impegni successivi occorre distinguere la presenza dell’intero reggimento dall’invio di suoi uomini. Il 4º fornì personale destinato alle campagne in Eritrea, al Corpo Internazionale operante in Cina e alla conquista della Libia. Le trasformazioni della sua organizzazione portarono anche alla formazione del IV Battaglione ciclisti.

Nel maggio 1912 due battaglioni raggiunsero Rodi. Per il combattimento di Psitos ottennero una ricompensa di bronzo al valore militare. La fonte presenta però riferimenti non uniformi ai reparti dell’isola: nella spiegazione dello stemma richiama il XXIX Battaglione, mentre per l’inizio della Grande Guerra indica a Rodi il XXVI e il XXXI. Non consente quindi di ricostruire con piena certezza tutti questi passaggi.

La Grande Guerra e lo scioglimento del 1917

Quando l’Italia entrò nel primo conflitto mondiale, la permanenza a Rodi del XXVI e del XXXI rese necessario un diverso assetto. Dal deposito di Asti fu assegnato al reggimento il XLIII Battaglione, che prese la denominazione di XXVI bis e partecipò alla guerra in sostituzione del XXVI.

Il 25 ottobre 1917, a Globočak, il XXVI bis ricevette una medaglia di bronzo per la condotta sulla Bainsizza. Un distinto riconoscimento riguardò i ciclisti: il IV Battaglione conseguì a Monfalcone una medaglia d’argento al valore militare.

Le perdite furono gravissime. Rimasto quasi senza effettivi, il reggimento venne sciolto il 9 dicembre 1917 nella zona delle operazioni. Il IV ciclisti ebbe invece una continuità propria: dal 2 novembre dipendeva dal Corpo d’armata speciale «Di Giorgio» e continuò a operare sino alla conclusione della guerra.

Nel riepilogo del conflitto, la fonte associa alla storia del 4º l’Isonzo, Monfalcone, la Bainsizza, il Piave e Vittorio Veneto. Questa successione va letta tenendo presente lo scioglimento del reggimento e la prosecuzione dell’attività del battaglione ciclisti.

1919-1944: ricostituzioni e seconda guerra mondiale

L’11 gennaio 1919 il 4º fu ricostituito attraverso la trasformazione del 19º Reggimento bersaglieri. Nel 1924 divenne interamente ciclista. L’ordinamento del 1926 lo articolò in un comando, un deposito e due battaglioni, il XXVI e il XIX.

Alla campagna d’Etiopia del 1935-1936 contribuì inviando complementi e formando una compagnia di motociclisti. Anche in questo caso, il testo documenta specifiche forme di partecipazione, senza descrivere l’impiego del reggimento al completo.

Nel giugno 1940 il 4º affrontò la breve campagna contro la Francia, inserito nel Raggruppamento Celere dipendente dalla 4ª Armata. Dal novembre successivo fu destinato al fronte greco-albanese e alla Jugoslavia. La sua vicenda in quell’area terminò l’8 settembre 1943, con lo scioglimento presso Spalato nel quadro degli avvenimenti legati all’armistizio.

Il 1º febbraio 1944 il reggimento rinacque con i battaglioni XIX e XXXIII. Assegnato dapprima al 1º Raggruppamento, passò poi alla I Brigata del Corpo Italiano di Liberazione. Il 24 settembre fu nuovamente sciolto, ma rimase attivo il Battaglione «Goito».

Il «Goito» entrò nel reggimento di fanteria speciale del Gruppo di Combattimento «Legnano» e ottenne una decorazione d’argento al valore militare. La fonte menziona anche uno scioglimento alla fine della guerra, senza chiarirne pienamente il rapporto con quello del settembre 1944. Precisa comunque che il 4º non sarebbe più stato ricostituito.

Dal Castelfidardo alla Bandiera assegnata nel 2023

Il 1º novembre 1975 nacque a Pordenone il 26º Battaglione «Castelfidardo», formato a partire dal XII Battaglione dell’8º Reggimento, ormai sciolto. Inserito nella Brigata meccanizzata «Garibaldi» della Divisione corazzata «Ariete», ricevette la Bandiera del 4º.

Nel 1976-77 i suoi bersaglieri prestarono soccorso alla popolazione colpita dal terremoto del Friuli. Per quell’attività il battaglione meritò una medaglia d’argento al valore dell’esercito. Fornì inoltre un reparto di formazione al 3º Battaglione «Cernaia», impegnato in Libano.

Lo scioglimento del «Castelfidardo» avvenne il 29 maggio 1998; la Bandiera fu quindi consegnata al Vittoriano. Il 4 gennaio 2023 essa venne assegnata al Reparto Comando e Supporti tattici della Brigata bersaglieri «Garibaldi».

I luoghi della memoria nello stemma

Lo stemma, attribuito nel 1976 e aggiornato nel 1987, riunisce diversi momenti della storia del 4º: la guerra di Liberazione, Rodi, Castelfidardo, l’Isonzo e il Carso. Vi compare anche il richiamo all’Albania, dove il reggimento ottenne una medaglia d’oro al valore militare e cadde il comandante, colonnello Guglielmo Scognamiglio.

Accanto a questi riferimenti propri del reparto restano i segni comuni dei Bersaglieri, come le fiamme cremisi delle mostrine. Anche la festa è condivisa con la specialità: il 18 giugno ricorda la sua costituzione nel 1836.

Bibliografia e fonti

Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.

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