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Piume Baciatemi

1916-1918: il 14º Reggimento bersaglieri, da Visco alla IV Brigata

Bersaglieri - Caporalmaggiore Istruttore in grande uniforme invernale (14° Battaglione Sernaglia)
Bersaglieri - Caporalmaggiore Istruttore in grande uniforme invernale (14° Battaglione Sernaglia). Autore: PippoBers — licenza CC BY 3.0, Wikimedia Commons.Foto: PippoBers · Wikimedia Commons · CC BY 3.0 · fonte

Costituito a Visco nel marzo 1916, il 14º Reggimento bersaglieri combatté poi nella IV Brigata. La sua storia comprende trasferimenti, cambi al comando e riconoscimenti al valore.

La formazione del reparto tra Roma e Visco

La storia del 14º Reggimento bersaglieri appartiene agli anni della prima guerra mondiale. Il reparto, inserito nel Regio Esercito, prese forma a Visco l’11 marzo 1916, direttamente nella zona delle operazioni. Vi confluirono tre battaglioni: XL, LIV e LXI. Non avevano però lo stesso percorso alle spalle: uno aveva già combattuto, mentre un altro nacque insieme al comando del nuovo reggimento.

La preparazione era cominciata prima della costituzione a Visco. Nel dicembre 1915, infatti, presso il deposito romano del 2º Reggimento bersaglieri era stato organizzato il comando reggimentale. Occorre quindi distinguere questo primo passaggio dalla formazione del reparto in zona di guerra, avvenuta nel marzo successivo.

Il XL Battaglione aveva lasciato Livorno il 2 gennaio. Due giorni dopo era arrivato a Tapogliano, da dove il 31 gennaio aveva proseguito verso Visco. Il LIV portava invece con sé un’esperienza di guerra di circa un anno. Quanto al LXI, la sua costituzione viene indicata come contemporanea a quella del comando reggimentale.

Dal Podgora al Monte San Michele

Fra i battaglioni riuniti nel 14º, il LIV aveva dunque una storia operativa precedente alla nascita del reggimento. Era partito da Roma il 28 maggio 1915. Durante il periodo compreso fra il 20 e il 28 luglio aveva contribuito alla difesa delle posizioni avanzate sul Podgora. In seguito aveva preso parte alle operazioni dirette alla conquista del Monte San Michele.

Il San Michele tornò nella vicenda del reparto anche dopo l’11 marzo 1916. Una volta costituito il 14º, i suoi battaglioni furono impiegati a rotazione nelle posizioni di prima linea su quel monte. Le notizie disponibili descrivono questa alternanza, ma non precisano il calendario dei singoli turni né le azioni compiute da ciascun battaglione.

Nel maggio 1916 cambiò il fronte di destinazione. L’offensiva austriaca sull’altopiano dei Sette Comuni era allora in pieno svolgimento e il reggimento venne trasferito verso quel settore. Per lo spostamento furono utilizzati sia convogli ferroviari sia autocarri. La fonte consultata non offre una ricostruzione dettagliata dei combattimenti successivi al trasferimento.

Nel 1917 l’ingresso nella IV Brigata bersaglieri

Un nuovo passaggio organizzativo arrivò nella primavera del 1917. Fra il 23 e il 24 marzo il reggimento raggiunse la zona di Bertesina. Il 1º aprile fu poi unito al 20º Reggimento bersaglieri, appena costituito: i due reparti formarono la IV Brigata bersaglieri.

Per il 14º questa assegnazione rimase stabile fino alla conclusione del conflitto. Il reggimento continuò infatti a combattere nell’ambito della brigata sino al termine della guerra. La ricostruzione disponibile permette di seguire questo cambiamento di inquadramento, senza però descrivere in successione tutte le operazioni svolte dalla nuova formazione.

Nel corso della guerra il reparto ottenne anche due menzioni nei bollettini. La prima comparve nel numero 427, diffuso il 25 luglio 1916 alle ore 16; la seconda nel numero 981, pubblicato il 30 gennaio 1918 alle ore 13. Poiché non vengono riportati i testi delle menzioni, non è possibile attribuirle qui a episodi specifici.

I comandanti e gli avvicendamenti

L’elenco dei comandanti si apre con il colonnello Emilio Guglielmotti, indicato dal 1º dicembre 1915 all’11 marzo 1916. Seguì il colonnello Oreste De Gaspari, al comando dal 16 marzo al 6 giugno 1916, segnalato come ferito. Anche il colonnello Renato Piola Caselli, che ricoprì l’incarico dal 9 al 19 luglio, risulta ferito.

Dal 19 luglio al 27 agosto 1916 la guida provvisoria passò al tenente colonnello Ambrogio Agnesi. La fonte lo ricorda inoltre come generale dei Bersaglieri e decorato d’argento al valore militare, richiamando il Monte San Michele, il 15 maggio 1916, e il Bosco dei Laghetti, il 3 giugno dello stesso anno. Piola Caselli tornò quindi al comando il 28 agosto, mantenendolo fino all’8 maggio 1917.

Il colonnello Carlo Bosio guidò il reparto dal 2 giugno al 28 novembre 1917 e cadde sul campo. Il tenente colonnello Angelo Cosentini è indicato dal 4 al 6 dicembre. Seguì il tenente colonnello Arturo Redaelli, dal 14 dicembre 1917 al 29 gennaio 1918, anch’egli caduto sul campo. Dal 6 febbraio 1918 fino alla fine della guerra il comando spettò al colonnello Talete Barbieri. L’elenco lascia alcuni intervalli senza indicazioni.

Le decorazioni del reggimento e dei suoi uomini

Alla bandiera del 14º fu conferita una medaglia di bronzo al valore militare. Sul piano individuale, viene ricordata la medaglia d’oro assegnata al tenente Emilio Pantanali, di Udine. Il testo non ne riporta la motivazione e non consente quindi di ricostruire l’episodio premiato.

Per le medaglie d’argento sono indicati venti ufficiali e quindici subalterni, mantenuti nella fonte come due gruppi distinti. Le medaglie di bronzo individuali riguardarono invece quarantadue uomini, fra ufficiali e militari di truppa. Sono i riconoscimenti che completano il quadro disponibile della vicenda del 14º, insieme ai battaglioni, ai comandanti e all’appartenenza alla IV Brigata.

Bibliografia e fonti

Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.

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