Bersaglieri, i reparti sciolti dal 1861 al 2005: nomi, periodi ed eredità
Divisioni, brigate, reggimenti e battaglioni: i reparti bersaglieri sciolti raccontati attraverso i periodi di esistenza, i cambi di nome e le eredità indicate nell’elenco.
La storia dei Bersaglieri comprende anche formazioni che non esistono più. L’elenco dei reparti sciolti ne conserva i nomi e, nella maggior parte dei casi, i periodi di esistenza. Vi compaiono divisioni, brigate, reggimenti e battaglioni, ma anche compagnie e plotoni. Alcune denominazioni attraversano più periodi distinti; altre sono collegate a unità indicate espressamente come eredi.
Questi dati consentono di seguire una parte della storia organizzativa dei Bersaglieri, senza però ricostruirne l’impiego sul campo. L’elenco non descrive battaglie, compiti operativi o motivi degli scioglimenti. Occorre quindi leggere le date per ciò che documentano, evitando di attribuire ai reparti vicende che il testo non racconta.
I reggimenti con le origini più lontane
Il 1861 è l’anno iniziale riportato per tre reggimenti: il 2º, il 4º e il 5º. Per tutti e tre il primo arco temporale termina nel 1943. Soltanto per il 2º compare anche una fase successiva, compresa fra il 1992 e il 2002. La stessa numerazione identifica dunque, nell’elenco, due periodi separati.
Per il 9º e il 10º reggimento l’anno di partenza è invece il 1871. Le rispettive date finali sono diverse: 1942 per il 9º, 1943 per il 10º. Il 12º reggimento compare dal 1883 al 1943 e poi nuovamente dal 1992 al 2005. Le interruzioni sono visibili, ma non vengono spiegate.
A questi reggimenti sono associati diversi battaglioni eredi. Il «Governolo», contraddistinto dal numero 2º, è collegato al 2º reggimento ed è indicato fra il 1961 e il 1992. Il «Castelfidardo», 26º battaglione, eredita il riferimento al 4º e compare dal 1975 al 1998. Il «Sernaglia», 14º battaglione, è presentato come erede del 5º, con un periodo compreso fra il 1977 e il 1989.
Il legame con il 9º reggimento passa al 28º battaglione «Oslavia», riportato dal 1975 al 1996. Per il 12º, l’erede indicato è il 23º battaglione «Castel di Borgo», presente fra il 1961 e il 1992. Sono rapporti di eredità dichiarati dal testo, che non fornisce ulteriori particolari sui passaggi organizzativi.
Divisioni, brigate e reggimenti fra il 1915 e il 1919
Un gruppo consistente di formazioni presenta date comprese fra il 1915 e il 1919. La divisione speciale chiamata «Raspi» figura nel periodo 1915-1916; in precedenza portava la denominazione «B». Un’altra divisione speciale, la «Boriani», è riportata per il solo 1917.
Le brigate numerate da I a VII hanno tutte il 1919 come termine. Cambia invece l’anno iniziale: per la I e la II è il 1916; per la III, la IV e la V è il 1917; per la VI e la VII è il 1918. Questa successione permette di distinguere i diversi periodi di esistenza, ma non chiarisce la composizione delle singole brigate.
Fra i reggimenti, il 13º e il 14º sono indicati dal 1916 al 1919. Il 15º e il 16º risalgono invece al 1915 e terminano anch’essi nel 1919. Entrambi hanno una denominazione precedente: il 15º era il reggimento provvisorio numero 13; il 16º era identificato come 10º/bis.
Il periodo 1917-1919 accomuna il 17º, il 19º, il 20º e il 21º reggimento. Anche il 18º compare in questo intervallo, ma la sua presenza nell’elenco prosegue con altre due fasi: 1942-1943 e 1993-2005. Il battaglione erede del 18º è il 67º «Fagarè», riportato dal 1963 al 1993. Per il 22º reggimento, qualificato come unità di marcia, viene indicato soltanto il 1918.
Ciclisti e reparti d’assalto
Quattro gruppi riunivano battaglioni bersaglieri ciclisti. Tutti presentano il 1916 come anno iniziale. Il I e il IV arrivano al 1919, mentre il II e il III terminano nel 1918. Oltre a numerazione, specialità e date, il testo non offre informazioni sulle loro attività.
Tre sono le formazioni d’assalto denominate «Fiamme Cremisi». Due figurano dal 1917 al 1919 e cambiano numero: il reparto inizialmente IV diventa XXVI, mentre quello inizialmente XIX assume il numero XXIII. Il terzo, identificato come LXXII, è riportato fra il 1918 e il 1919. Anche qui il cambiamento di denominazione è documentato, non spiegato nelle sue ragioni.
Le altre formazioni e le unità sportive
Fra le unità con date negli anni Quaranta compare il battaglione «Zara», dal 1940 al 1943. Il 30º reggimento è classificato come formazione di marcia e figura nel 1942-1943. Al solo 1943 appartengono il 177º reggimento, definito territoriale mobile, e tre battaglioni costieri, identificati dalle sigle numeriche CDXLVI, DXLII e DLVIII.
Un diverso arco temporale riguarda la «Goito»: dal 1975 al 1991. L’elenco la presenta dapprima come 3ª brigata meccanizzata e successivamente come brigata bersaglieri. Non specifica però quando sia avvenuto il cambio di denominazione.
La rassegna comprende infine reparti sportivi. La compagnia speciale atleti numero 1, a Roma, è datata 1960-1990. Sono ricordate anche la compagnia numero 2 a Napoli, la numero 3 a Bologna e una compagnia a Orvieto. Compaiono inoltre un plotone speciale di atleti ciclisti a Milano e un plotone ciclisti, indicato con la sigla RMNE, a Padova. Per queste ultime formazioni mancano le date.
Il quadro conserva così sia nomi dalla storia articolata sia unità ricordate con poche indicazioni. Le eredità esplicite e i cambi di denominazione aiutano a seguirne i legami. Dove restano soltanto un nome o una data, il limite della documentazione va mantenuto: è parte di una lettura rispettosa della storia dei reparti bersaglieri.
Bibliografia e fonti
Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.
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