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Piume Baciatemi

Il 6º Reggimento bersaglieri dal 1848 al 2024: da Palestro alla sede di Trapani

Coat of Arms of the 6° Bersaglieri Regiment; Italian Army.
Coat of Arms of the 6° Bersaglieri Regiment; Italian Army.. Autore: Massimop & Noclador — licenza CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons.Foto: Massimop & Noclador · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0 · fonte

Nato come battaglione nel 1848, il 6º bersaglieri attraversò guerre, scioglimenti e ricostituzioni. Dal 2005 la sua storia prosegue a Trapani, tra attività in Italia e missioni all’estero.

La storia del 6º Reggimento bersaglieri comprende campagne militari, cambiamenti di ordinamento e periodi nei quali il reparto cessò di esistere. Il suo percorso parte dal VI battaglione, costituito nel 1848, e arriva alla sede di Trapani, nella caserma Luigi Giannettino. Qui il reggimento appartiene alla Brigata meccanizzata Aosta. Per seguirne le vicende occorre distinguere le diverse fasi: quella del battaglione originario, quella reggimentale e le successive ricostituzioni.

1848-1918: dalle origini alla Grande Guerra

Il VI battaglione nacque durante la prima guerra d’indipendenza. Nel 1859 partecipò alla seconda, combattendo a Palestro. Questo nome sarebbe tornato molto più tardi nella denominazione del reparto, conservando il richiamo a una delle sue prime esperienze di guerra.

Il passaggio ufficiale alla denominazione di VI reggimento avvenne il 31 dicembre 1861, con sede a Capua. Seguirono la partecipazione ai fatti di Aspromonte nel 1862, il combattimento di Custoza nel 1866 e la presa di Roma nel 1870. Per quest’ultimo evento, il testo ricorda l’impiego dei battaglioni VI e XIX.

Alla campagna d’Eritrea del 1895-1896 il reparto contribuì con 15 ufficiali e 37 soldati destinati alla formazione di altri battaglioni. Per la guerra in Libia del 1911-1912 sono indicati il I battaglione e il trasferimento di 22 ufficiali e 1215 soldati a corpi e servizi mobilitati. Questi dati precisano che la partecipazione non va sempre intesa come impiego dell’intero reggimento.

Nella prima guerra mondiale il 6º fu affiancato al 12º nella I Brigata bersaglieri. Il suo itinerario operativo comprende la conca di Plezzo nel 1915, il Carso nel 1916 e, nel 1917, il Medio Isonzo, il monte Vodice e la Bainsizza. Nello stesso anno compaiono anche il monte Globokak, Pradamano e il monte Tonderecar. Per il 1918 sono ricordati il monte Cornone e Sasso Rosso.

1924-1943: i ciclisti e il secondo conflitto mondiale

Nel 1924 il reparto assunse la denominazione di VI Reggimento bersaglieri ciclisti, mantenuta fino al 1936. Prima della campagna di Russia, la sua storia registra l’impiego in Albania; l’elenco delle campagne colloca nel 1939 la presenza del VI battaglione in quel territorio.

Per il 1941 sono inoltre riportate operazioni in Jugoslavia, Bosnia e Croazia. Nel 1942-1943 il reggimento partecipò alla campagna italiana in Russia e combatté sul Don. Era allora inserito nella 3ª Divisione Celere, intitolata al Principe Amedeo Duca d’Aosta.

La memoria del fronte sovietico occupa un posto importante anche nello stemma. Il tridente ucraino e la parte superiore dorata richiamano le due medaglie d’oro al valor militare ricevute per il comportamento in quel teatro di guerra. Dopo l’8 settembre 1943 il reggimento venne sciolto.

1969-2002: il ritorno del battaglione Palestro

La ricostituzione avvenne inizialmente a livello di battaglione. Il 1º ottobre 1969 il VI tornò a far parte dell’Esercito, all’interno del 22º Reggimento fanteria corazzato Cremona. Vi rimase fino al 20 ottobre 1975, quando lo scioglimento del reggimento ne determinò il passaggio all’autonomia.

Con sede a Torino, prese allora il nome di 6º Battaglione bersaglieri Palestro e passò alla 3ª Brigata meccanizzata Goito. Nel 1983 contribuì alla missione di pace ITALCON, denominata Libano 2, fornendo compagnie prima al 10º Battaglione bersaglieri Bezzecca e poi al 67º Battaglione fanteria meccanizzata Montelungo.

Un nuovo riordinamento interruppe questa fase. Il 5 dicembre 1989 il battaglione fu posto in posizione quadro e la sua Bandiera raggiunse il sacrario del Vittoriano. La soppressione seguì il 31 maggio 1991.

Il 16 settembre 1992, a Bologna, rinacque il 6º Reggimento bersaglieri, assegnato alla Brigata meccanizzata Friuli. Comprendeva il battaglione Palestro, ricostituito trasformando il 10º Bezzecca. L’organizzazione prevedeva comando, compagnia per comando e servizi, compagnia addestrativa e quattro compagnie meccanizzate nel battaglione. Dall’11 giugno 2002 il reparto divenne invece un Nucleo attivazione, destinato soltanto a compiti logistici e amministrativi per chiudere il carico contabile.

Le operazioni in Italia e all’estero

Negli anni della sede bolognese, il 6º partecipò ai Vespri siciliani. Dal 9 febbraio al 25 marzo 1993 operò nel settore di Caltanissetta, concorrendo al mantenimento dell’ordine pubblico. Tornò in Sicilia dall’11 giugno al 25 luglio 1994, con attività anche nelle zone di Piazza Armerina ed Enna.

Tra il 1993 e il 1994 fu impegnato in Somalia nella missione Ibis I. Inizialmente fornì una compagnia fucilieri al 78º Reggimento Lupi di Toscana; il 27 novembre 1993 raggiunse il paese al completo, entrando nel contingente UNOSOM. Rientrò il 24 febbraio 1994. Per questa missione ricevette la medaglia d’argento al valore dell’Esercito.

Il 15 aprile 2005 segnò il trasferimento della storia reggimentale a Trapani. Nel quadro della professionalizzazione, il 12º bersaglieri venne soppresso e nella stessa caserma fu ricostituito il 6º, utilizzandone il personale. Nello stesso anno partecipò all’operazione Domino nella Sicilia occidentale e a Lampedusa. Tra gli impegni nazionali figura anche Strade sicure nella Sicilia occidentale.

Seguirono le missioni in Kosovo nel 2006 e nel 2007, quelle in Libano con Leonte 6 e Leonte 10, e l’impiego in Afghanistan tra settembre e novembre 2013. Dal 2016 è indicato il presidio della diga di Mossul, in Iraq. Nel 2017 arrivò la Croce di Cavaliere dell’Ordine militare d’Italia per le missioni in Kosovo, Libano, Afghanistan e Iraq. Tra agosto 2023 e febbraio 2024 il reparto operò inoltre in Bulgaria nell’ambito degli EU Battlegroups.

Nell’organizzazione riportata, il battaglione Palestro conserva quattro compagnie, affiancato dagli elementi di comando, logistici e di sede e dalla fanfara. Il personale è volontario e proviene in maggioranza dalla Sicilia occidentale. Dal 10 luglio 2024 il comando è affidato al colonnello Roberto Nunziante.

Bibliografia e fonti

Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.

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