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Piume Baciatemi

Il 7º Reggimento bersaglieri dal 1871 al 2012: origini, guerre e ritorno ad Altamura

Second Battle of El Alamein:

7th Bersaglieri Regiment attacks 9th Australian Division: 8am- October 26th, 1942.
51st Highland Division takes Kidney Ridge, further advance stoped by counterattack nort
Second Battle of El Alamein: 7th Bersaglieri Regiment attacks 9th Australian Division: 8am- October 26th, 1942. 51st Highland Division takes Kidney Ridge, further advance stoped by counterattack nort. Autore: Noclador — licenza CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons.Foto: Noclador · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0 · fonte

Dalla costituzione a Verona alla sede di Altamura: la storia del 7º Bersaglieri, attraverso le guerre, l’eredità del battaglione Bezzecca e le missioni.

1871: a Verona nasce il Settimo

La storia del 7º Reggimento bersaglieri comincia a Verona il 1º gennaio 1871. La sua costituzione, prevista dal regio decreto del 13 novembre 1870, riunì quattro battaglioni già esistenti. Il 2º Reggimento cedette l’VIII, il X e il XV; dal 4º arrivò invece l’XI. Il nuovo reparto raccolse così anche esperienze e riconoscimenti maturati prima della propria nascita.

Due dei battaglioni iniziali possedevano già una decorazione al valore militare. L’VIII aveva ricevuto il bronzo per Custoza, nel 1866; il X aveva ottenuto lo stesso riconoscimento per San Martino, nel 1859. Queste vicende entrarono nella memoria del Settimo e trovarono poi spazio anche nei suoi simboli araldici.

Nel 1883, con l’uscita del XV, i battaglioni divennero tre. Il reggimento contribuì inoltre a formare reparti bersaglieri destinati alle campagne in Eritrea e in Libia. La sua storia comprende la guerra d’Africa del 1887-1888 e il conflitto italo-turco del 1911-1912.

Un altro cambiamento arrivò nel 1910, quando fu aggiunto il VII battaglione ciclisti. Tra i suoi ufficiali figurò, dal 1914, il sottotenente Rino Corso Fougier. La componente ciclistica avrebbe assunto ulteriore rilievo nel 1926, con la trasformazione del Settimo in un reggimento ciclisti formato da due battaglioni.

I Bersaglieri nelle due guerre mondiali

Il 24 maggio 1915 il Settimo partecipò all’occupazione della Val Vestino. Nell’ottobre successivo il X battaglione, ancora appartenente al reggimento, conquistò Bezzecca, in territorio trentino. Quel nome sarebbe rimasto legato alla storia del reparto anche nelle successive ricostituzioni.

Dal 6 novembre 1916 il reggimento passò alla II Brigata bersaglieri. Per la battaglia di Flondar-Jamiano ricevette una medaglia d’argento al valore militare. Sono questi, insieme all’impegno nel conflitto del 1915-1918, gli episodi della Grande Guerra indicati nella fonte consultata, che non offre una ricostruzione dettagliata delle singole operazioni.

Alla vigilia della Seconda guerra mondiale cambiò nuovamente l’inquadramento. Il 22 gennaio 1939 il Settimo fu assegnato alla divisione motorizzata Trento. Tra il 1941 e il 1943 combatté nella campagna africana, durante la quale dipese da diverse grandi unità.

Dopo lo scioglimento della Trento, avvenuto il 25 novembre 1942, il percorso riportato comprende il XII Corpo d’Armata, la 90ª Divisione Leggera tedesca e la divisione Pistoia. In seguito alla ritirata in Tunisia, nella battaglia di Mareth, il reggimento operò alle dipendenze della divisione corazzata Centauro.

In questa campagna il reparto fu distrutto e ricostituito per tre volte. Gli vennero attribuite una medaglia d’oro al valore militare e una citazione nel Bollettino di Guerra numero 736. A quelle vicende risale anche l’appellativo di Leggendario con cui il Settimo è conosciuto.

Il Bezzecca conserva bandiera e tradizioni

Un passaggio essenziale nella continuità del reggimento avvenne il 21 ottobre 1975. A Solbiate Olona, nel quadro della formazione dei battaglioni bersaglieri autonomi, nacque nuovamente il 10º battaglione Bezzecca. La trasformazione riguardò il preesistente XXV battaglione, appartenuto al disciolto 3º Reggimento bersaglieri. Al Bezzecca furono consegnate la bandiera di guerra e le tradizioni del Settimo.

Nel 1983 il battaglione fu impiegato in Libano. Guidato dal tenente colonnello Corrado Nico, partecipò alla missione Libano 2 all’interno di ITALCON, il contingente italiano. La sua presenza si svolse dal 4 marzo al 9 giugno; a sostituirlo arrivò il 67º battaglione meccanizzato Montelungo.

Un diverso servizio lo attese nel 1992. Dal 2 agosto al 10 settembre il Bezzecca operò nell’area di Gela per l’operazione Vespri Siciliani, contribuendo al mantenimento dell’ordine pubblico. Il 16 settembre, a Bologna, il battaglione venne sciolto: personale e materiali passarono al ricostituito 6º battaglione bersaglieri Palestro.

Dal ritorno a Bari alla sede di Altamura

Il 21 ottobre 1992 il 7º Reggimento bersaglieri tornò a essere costituito a Bari, nella brigata corazzata Pinerolo. Inizialmente ebbe alle proprie dipendenze l’11º battaglione Caprera, sostituito in seguito dal ricostituito 10º Bezzecca. Nella stessa occasione riprese vita anche la fanfara reggimentale.

Il trasferimento da Bari ad Altamura avvenne il 19 dicembre 2012, con l’insediamento nella caserma Trizio. Il testo presenta il Settimo come un reparto della brigata meccanizzata Pinerolo, a sua volta dipendente dalla divisione Acqui. Il personale è composto da volontari.

Gli impieghi sul territorio nazionale hanno interessato Puglia, Sicilia e Sardegna per servizi di ordine pubblico. Nell’operazione Strade sicure il reggimento ha prestato servizio in Puglia, Campania e nella Capitale, affiancando le forze di polizia nel controllo del territorio. All’estero ha partecipato a esercitazioni con la brigata e a missioni in Libano, Afghanistan, Lettonia, Libia e Somalia. Per queste ultime il riferimento non specifica date e compiti dei singoli impieghi.

Organizzazione e memoria del reparto

La struttura comprende il comando reggimentale, la compagnia El Alamein per il comando e il sostegno logistico, il 10º battaglione Bezzecca e la fanfara. Nel battaglione sono riunite quattro compagnie: la 37ª Ghepardi, destinata al supporto alla manovra, e le compagnie fucilieri 38ª Falchi, 39ª Aquile e 40ª Tigri.

Lo stemma conserva richiami alla Crimea, a Custoza, a San Martino e alla Grande Guerra, con riferimenti a Bezzecca, all’Isonzo e al Piave. La parte superiore dorata ricorda la massima decorazione al valore militare ottenuta in Africa. La fanfara, formata da giovani bersaglieri, affianca ai brani della specialità musica classica e moderna. La festa reggimentale ricorre il 18 giugno, in memoria della nascita del Corpo nel 1836.

Bibliografia e fonti

Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.

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