1934-1943: i Bersaglieri nella 3ª Divisione celere «Principe Amedeo Duca d’Aosta»
Dal 3º reggimento ciclisti all’arrivo del 6º bersaglieri: la trasformazione della divisione, la campagna di Russia e il difficile ritorno in Italia.
Una divisione tra cavalli, biciclette e motori
La storia della 3ª Divisione celere «Principe Amedeo Duca d’Aosta» accompagna quella dei suoi Bersaglieri dalla costituzione del 1934 alla campagna di Russia e allo scioglimento del 1943. Il 3º Reggimento bersaglieri ne fece parte fin dall’inizio. Nel marzo 1942, con l’arrivo del 6º, la presenza dei fanti piumati assunse un peso maggiore nell’ordinamento della grande unità.
La divisione nacque a Milano il 1º novembre 1934, raccogliendo l’eredità della 3ª Divisione di cavalleria della Lombardia. Il nome ricordava Amedeo di Savoia-Aosta, capostipite del ramo familiare. Alle sue dipendenze figuravano la III Brigata celere e il 3º Reggimento artiglieria celere. La brigata comprendeva «Savoia Cavalleria», «Lancieri di Novara», il 3º bersaglieri ciclisti e il gruppo di carri leggeri «San Giorgio».
Le divisioni celeri erano formazioni miste: riunivano cavalleria, Bersaglieri inizialmente ciclisti e poi trasportati su autocarri, artiglieria e carri leggeri. L’organico indicato per il 10 giugno 1940 contava 7.310 uomini, 2.154 cavalli e 2.500 biciclette. Comprendeva inoltre 418 mezzi a motore, 539 motocicli e 24 trattori destinati all’artiglieria. Questa combinazione non assicurava però un’effettiva capacità operativa nella guerra meccanizzata. Il modello delle divisioni celeri ebbe quindi un impiego limitato e alimentò la formazione di unità diverse.
Il 3º bersaglieri e le prime campagne
Il 1º febbraio 1938 venne eliminato il comando della brigata. Da allora i reggimenti di cavalleria, i Bersaglieri e il gruppo carri dipendevano direttamente dal comando divisionale. Un altro reparto bersaglieri entrò nella divisione il 27 agosto: il LXVII Battaglione corazzato.
Nell’ordine di battaglia riferito al 1940, il 3º Reggimento comprende i battaglioni XVIII, XX e XXV, tutti autotrasportati. Sono elencate anche la 3ª Compagnia bersaglieri motociclisti e la 2ª, quest’ultima distaccata dal 2º Reggimento. Il quadro mostra dunque una componente bersaglieresca ormai articolata tra autocarri e motociclette, oltre alla presenza del battaglione corazzato ricordata nella storia dell’unità.
All’ingresso dell’Italia nel conflitto, la divisione lasciò Cividale del Friuli per l’area di Borgo San Dalmazzo e Cuneo. Durante la battaglia sulle Alpi Occidentali rimase in riserva d’armata, senza essere impiegata in combattimento. Dal 30 marzo 1941 dovette rinunciare a due gruppi motorizzati del proprio reggimento d’artiglieria, destinati all’Africa settentrionale italiana.
Il successivo impiego avvenne sul fronte jugoslavo. Il 13 aprile la divisione oltrepassò il confine; il 22 raggiunse Traù, Spalato e Karlovac. A Spalato proseguì le operazioni di rastrellamento fino al 31 maggio. La fonte consultata descrive questi movimenti a livello divisionale: non permette di attribuire ai singoli battaglioni bersaglieri azioni specifiche.
In Russia, dall’avanzata ai combattimenti invernali
Prima della partenza per la Russia, l’artiglieria venne riorganizzata. Il 23 giugno 1941 arrivarono due gruppi a cavallo ceduti dalle altre divisioni celeri. Insieme al gruppo rimasto formarono il nuovo reggimento d’artiglieria a cavallo. Dopo aver ricevuto anche la 107ª Compagnia controcarri, la divisione fu assegnata in luglio al Corpo di spedizione italiano in Russia e trasferita presso Botoșani.
Seguendo lo spostamento del fronte verso est, il 6 settembre raggiunse il Dnepr, a Dniprodzeržyns’k. Qui operò accanto alla «Pasubio», svolgendo ricognizioni, incursioni e azioni d’artiglieria. Il 28 settembre attraversò il fiume e partecipò alla manovra su Petrikowka, insieme alle divisioni «Pasubio» e «Torino».
In ottobre l’avanzata proseguì verso il bacino del Severskij Donec e nell’area di Stalino. All’inizio di novembre furono occupati Rikowo, poi Gorlowka e Nikitowka. A dicembre, però, la resistenza sovietica e la controffensiva iniziata a Natale arrestarono l’avanzata. Alcuni capisaldi furono circondati e perduti. Dal 26 dicembre la celere e la «Pasubio» recuperarono parte delle posizioni.
Gli attacchi continuarono nel gennaio 1942. Tra gennaio e febbraio, reparti celeri inseriti in un gruppo tattico contribuirono a contenere la penetrazione sovietica presso Izyum, nelle linee tedesche. La divisione partecipò poi, dal 17 al 31 maggio, al contrattacco contro la sacca. Anche per queste operazioni la narrazione disponibile non distingue sistematicamente i compiti dei reparti bersaglieri.
Due reggimenti bersaglieri nella divisione motorizzata
La svolta organizzativa arrivò il 15 marzo 1942. Cavalleria, artiglieria a cavallo e gruppo carri «San Giorgio» lasciarono la divisione per costituire il raggruppamento «Barbò». Accanto al 3º bersaglieri entrarono il 6º Reggimento, il 120º di artiglieria motorizzata, il IX Battaglione mortai e il XIII Gruppo semoventi. La formazione assunse così l’ordinamento di divisione motorizzata.
Il 6º bersaglieri schierava i battaglioni autotrasportati VI, XIII e XIX. Nell’ordine di battaglia del marzo 1942 compare inoltre il LXVII Battaglione bersaglieri corazzato, dotato di due compagnie di carri L6/40. Ai tre battaglioni del 3º si affiancavano dunque quelli del 6º, mentre restava una componente bersaglieresca corazzata. In aprile fu aggregata anche la Legione croata.
A luglio la divisione avanzò nella zona mineraria di Krasnij Lutsch. Passata alle dipendenze della 6ª Armata tedesca, raggiunse Voroschilovgrad il 25 luglio. Tra il 30 luglio e il 9 agosto combatté a Serafimowic, sul Don, a copertura dell’avanzata tedesca verso Stalingrado. Il 20 agosto intervenne poi in aiuto della «Sforzesca», fermando l’avanzata avversaria sulla sponda destra del fiume.
La ritirata e la ricostituzione interrotta
Il 17 dicembre la divisione dovette lasciare le posizioni presso Meschoff. Dal 22 i suoi resti ripiegarono con il «blocco Sud», mentre altri reparti appartenevano al «blocco Nord», sottoposto agli attacchi sovietici a Tcertkovo. Gravemente ridotta, l’unità raggiunse il Donez presso Forschfadt nei primi dieci giorni del gennaio 1943.
Rientrata in Italia in aprile con gli altri reparti dell’ARMIR, fu destinata alla zona di Imola. Qui iniziò a ricostituirsi secondo il precedente ordinamento celere, con «Savoia Cavalleria», «Lancieri di Novara», 3º bersaglieri e 3º artiglieria celere. Il percorso si concluse il 15 settembre 1943, quando gli eventi seguiti all’armistizio portarono allo scioglimento della divisione.
Bibliografia e fonti
Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.
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