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Piume Baciatemi

Il 3º Reggimento bersaglieri dal 1861 al 2012: origini, guerre e ricostituzioni

Stemma Araldico del 3° Reggimento bersaglieri
Stemma Araldico del 3° Reggimento bersaglieri. Autore: Giuseppe Pecorino — licenza CC0, Wikimedia Commons.Foto: Giuseppe Pecorino · Wikimedia Commons · CC0 · fonte

Da Modena a Teulada, la storia del 3º Reggimento bersaglieri attraversa guerre, scioglimenti e ricostituzioni, fino agli impieghi in Libano, Somalia e Afghanistan.

La vicenda del 3º Reggimento bersaglieri comprende cambiamenti profondi: nato con funzioni amministrative, divenne un reparto operativo, attraversò i due conflitti mondiali e fu più volte sciolto e ricostituito. Il suo percorso conduce dalla prima sede di Modena a Teulada. A conservarne la continuità furono anche i battaglioni, ai quali vennero affidate la bandiera e le tradizioni durante le riorganizzazioni dell'Esercito.

1861-1910: da comando amministrativo a reparto operativo

Il 31 dicembre 1861 il comando bersaglieri del III Corpo d'armata assunse la denominazione di 3º Reggimento. All'inizio si occupava soltanto di amministrazione e disciplina. Aveva sede a Modena e comprendeva sei battaglioni. Alcuni avevano origini precedenti: il III e il V risalivano al 1848, mentre XVIII, XII e XXV erano stati costituiti nel 1860. Quest'ultimo si era distinto nelle operazioni ad Ancona.

Fra il 1861 e il 1866 il reggimento fu impiegato contro il brigantaggio. Nel 1862, in Aspromonte, il XXV Battaglione fermò Giuseppe Garibaldi e i volontari che intendevano raggiungere Roma dalla Sicilia per allontanare Pio IX. Nel 1866 il reparto si segnalò a Borgo Levico, in Valsugana, durante la terza guerra d'indipendenza. Quattro anni dopo, il XII Battaglione partecipò alla presa di Roma.

Il passaggio a una vera organizzazione operativa avvenne il 1º gennaio 1871, con i battaglioni XVIII, XX, XXV e XXXVIII. Dal 1º ottobre 1910 si aggiunse il III Battaglione ciclisti, nel quale prestò servizio Enrico Toti.

1915-1939: la Grande Guerra e le trasformazioni successive

Durante il primo conflitto mondiale il reggimento combatté all'interno di divisioni di fanteria. Nel 1915 fu impegnato, fra gli altri luoghi, sul Col di Lana, sul Carso e a Monte Sei Busi. Nel 1916 operò a Selz, sul Monte Sief e sul Piccolo Colbricon. L'anno seguente i suoi impieghi interessarono ancora il Carso, ma anche il Piave, Zenson e Ponte Pinzano.

Nel 1918 il percorso del reparto toccò Costalunga, Vittorio Veneto, Serravalle, il Passo di Fadalto e Pieve di Cadore. Dal 29 agosto al 4 novembre appartenne alla VII Brigata bersaglieri insieme al 2º Reggimento. Il III Battaglione ciclisti agì invece autonomamente: svolse compiti di retroguardia nel 1917 e combatté sul Piave nel giugno 1918.

Quel battaglione venne soppresso nel 1919. Nel luglio 1924 fu l'intero reggimento ad assumere l'organizzazione ciclistica, mantenuta fino al 1936. La mobilitazione del marzo 1935 per la guerra d'Etiopia comportò però la formazione di quattro battaglioni appiedati: XVIII, XX, XXV e LXXXIII complementi.

Giunti in Africa nel maggio 1935 e assegnati alla Divisione Sabaudia, i bersaglieri parteciparono alle due battaglie del Tembien, combattute nel gennaio e nel febbraio 1936. Al passo di Falagà il reparto fu riorganizzato come 3º Reggimento Leggero, destinato alla colonna Starace diretta a Gondar. Nel 1939 il XX Battaglione prese parte allo sbarco in Albania, dove rimase tre mesi.

1941-1943: il fronte orientale e il ripiegamento

Dall'ottobre 1939 il reggimento fu inserito nella 3ª Divisione Celere «Principe Amedeo Duca d'Aosta». Sotto il comando di Aminto Caretto, dopo il fronte alpino occidentale e le operazioni in Jugoslavia, venne inviato in Unione Sovietica il 24 luglio 1941 con il CSIR.

Il primo contatto con l'avversario avvenne il 5 settembre presso il Dnepr. Seguirono Petrikovka e l'avanzata verso il bacino del Donez, in condizioni ambientali molto difficili. Il reparto raggiunse Uspenowka, Stalino e Rjkowo. L'11 e il 12 novembre i battaglioni XVIII e XX intervennero in soccorso dell'80º Reggimento fanteria. Nell'offensiva sovietica di Natale, un battaglione bersaglieri rimase circondato per dieci ore prima di potersi ritirare.

Nel luglio 1942 il reggimento occupò Millerovo e, dopo oltre 450 chilometri di marcia, raggiunse il Don presso Serafimovič. Il 30 luglio il XX Battaglione conquistò Serafimovič, mentre XVIII e XXV occuparono rispettivamente Belajewski e Bobrowski. Nei combattimenti di questa fase perse la vita Caretto, insignito della medaglia d'oro al valor militare.

Il 30 agosto, con gli effettivi ridotti a un quarto, il reparto difese Jagodnij con l'appoggio del 120º Reggimento artiglieria. A dicembre dovette aprirsi un varco per ripiegare, lasciando centinaia di caduti. Tornato in Italia verso la fine di marzo 1943, fu destinato all'Emilia per riordinarsi e venne sciolto dopo l'armistizio.

1944-1991: la continuità attraverso i battaglioni

Dopo lo scioglimento, bersaglieri provenienti da diversi battaglioni combatterono con gli Alleati a Montelungo e Monte Marrone. Il 1º ottobre 1944 nacque il Battaglione Goito, poi impegnato sul fronte di Bologna e a Poggio Scanno. Altri volontari, guidati da Alfredo Tarsia, ricostituirono invece il 3º Reggimento nelle forze armate della RSI.

Il reggimento rinacque a Milano il 1º luglio 1946, incorporando anche il Goito. Passò successivamente alla Divisione corazzata Centauro e, nel 1955, si trasferì a Novara. Seguirono nuove modifiche agli organici e ai mezzi.

La ristrutturazione del 1975 eliminò il livello reggimentale. Il comando del 3º divenne quello della Brigata meccanizzata Goito; bandiera e tradizioni passarono al 18º Battaglione bersaglieri Poggio Scanno. Alcune sue compagnie parteciparono alla missione in Libano fra il 1982 e il 1983, aggregate al II Battaglione Governolo.

1991-2012: il ritorno del reggimento e Teulada

Ricostituito sperimentalmente il 29 agosto 1991 nella Brigata Legnano, il reparto recuperò la denominazione tradizionale nell'agosto 1992. Fra settembre 1993 e gennaio 1994 operò in Somalia con il contingente IBIS 2, nell'operazione Restore Hope.

Passò alla Centauro nel 1996 e all'Ariete nel 2002. Il 30 novembre 2009, con la chiusura della caserma Mameli di Milano, fu trasferito a Teulada alle dipendenze della Brigata Sassari. Dall'ottobre 2011 all'aprile 2012 partecipò a ISAF XVII in Afghanistan, nel Provincial Reconstruction Team di Herat: un nuovo impiego nella lunga storia del reparto.

Bibliografia e fonti

Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.

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