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Piume Baciatemi

11º Reggimento bersaglieri, dal 1883 alle missioni del 2012

Coat of Arms of the 11° Bersaglieri Battalion; Italian Army.
Coat of Arms of the 11° Bersaglieri Battalion; Italian Army.. Autore: Noclador — licenza CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons.Foto: Noclador · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0 · fonte

Dalle origini alle guerre mondiali, fino alla ricostituzione e alle missioni estere: la storia dell’11º bersaglieri, tra impieghi militari e soccorso alle popolazioni.

Le origini e l’impiego in Libia

La storia dell’11º Reggimento bersaglieri comincia il 16 settembre 1883. Sul luogo della costituzione la fonte consultata riporta due indicazioni: Caserta e, secondo un’altra fonte, Verona. A formare il nuovo reparto furono tre battaglioni: il XV, proveniente dal 1º Reggimento, il XXVII dal 4º e il XXXIII dal 7º.

I primi impieghi fuori d’Italia coinvolsero anche singole componenti del reggimento. Nel 1895-1896 l’11º contribuì a costituire quattro battaglioni destinati all’Africa orientale; uno prese parte alla battaglia di Adua. Nel 1900 una sua compagnia raggiunse la Cina con il corpo di spedizione guidato dal colonnello bersagliere Vincenzo Garioni, entrando nel battaglione «Estremo Oriente».

Nel 1910 si aggiunse l’XI Battaglione ciclisti. L’anno seguente, durante la guerra italo-turca, il reggimento fu impiegato in Libia. Il combattimento di Sciara Sciatt, presso l’oasi, il 23 ottobre 1911, gli valse la medaglia d’oro al valor militare. Nel 1912 entrò nell’organico anche il XXXIX Battaglione.

La Grande Guerra: dall’Isonzo a Trieste

Alla vigilia del conflitto il reggimento aveva sede ad Ancona, ma il XV Battaglione si trovava in Libia dal 1913. Al suo posto venne inserito il XXXIX. L’XI ciclisti, pur appartenendo all’11º, avrebbe combattuto alle dipendenze di altre unità. Nel gennaio 1915 il reggimento, comandato da Andrea Graziani, partecipò inoltre ai soccorsi dopo il terremoto in Marsica.

Trasferiti a nord in marzo, i bersaglieri superarono il Natisone il 24 maggio 1915. Nei mesi successivi avanzarono nel settore di Plezzo, dove l’artiglieria austro-ungarica fermò il XXVII e il XXXIII Battaglione. Gli attacchi ripresero in settembre, seguiti dal rafforzamento delle posizioni. L’offensiva di ottobre contro Javorcek e Golobar non portò risultati rilevanti.

Nel febbraio 1916 l’11º e il 9º Reggimento formarono la II Brigata bersaglieri. Dopo il servizio sul Cukla, l’11º operò in Carnia e in Val Dogna. Fino a novembre alternò la difesa delle linee a pattugliamenti offensivi. Venne poi trasferito sul Basso Isonzo, mentre nella brigata il 7º aveva sostituito il 9º.

Il 1917 fu segnato dai combattimenti sul Debeli e dall’avanzata verso Jamiano e il Flondar. L’11º occupò Jamiano e raggiunse Komarje il 24 maggio, contribuendo poi a respingere i contrattacchi. Per queste azioni, nel 1920, sia il 7º sia l’11º ricevettero una medaglia d’argento al valor militare. Il costo fu elevato: quando la brigata venne ritirata il 2 giugno, le perdite ammontavano a 61 ufficiali e 1.391 bersaglieri.

Dopo altri combattimenti e il trasferimento in Cadore, la ritirata seguita a Caporetto portò l’11º verso il Piave. La II Brigata organizzò a Vidor una difesa che rallentò gli avversari fino al 10 novembre. Nel 1918 il reggimento presidiò il fiume. Il 3 novembre si imbarcò da Venezia per Trieste: tra i primi reparti giunti al molo Audace figuravano il suo XXXIX Battaglione e il X del 7º bersaglieri.

Tra riorganizzazioni e seconda guerra mondiale

Il dopoguerra portò riduzioni dell’organico. Nel giugno 1920 alcuni militari del reparto rifiutarono l’imbarco per l’Albania, partecipando alla rivolta d’Ancona. Nel 1924 tutto il reggimento divenne ciclista; nel 1926 venne ordinato su comando, deposito e battaglioni XV e XXVII.

Per la guerra d’Etiopia del 1935 fornì a diversi reparti mobilitati tre ufficiali e 82 soldati. Nel 1936 cessò la configurazione ciclista e nel 1938 passò alla 1ª Divisione Celere «Eugenio di Savoia».

Durante la seconda guerra mondiale l’impiego principale fu in Jugoslavia. L’11 aprile 1941 il reggimento iniziò l’avanzata, preceduto dalle compagnie motocicliste dirette verso Lubiana. Seguirono gli spostamenti in territorio croato, fino a Segna e Gospić. Nel 1942 operò contro i partigiani nell’area di Karlovac e successivamente venne trasferito verso Sebenico e Vodizze.

L’annuncio dell’armistizio, l’8 settembre 1943, lo raggiunse ancora in Jugoslavia. Accerchiato da una divisione tedesca, tentò senza successo di ripiegare e fu catturato. Il giorno seguente il reggimento venne sciolto. Il XXXIII Battaglione sarebbe poi confluito nel Corpo Italiano di Liberazione. Compagnie dell’11º operarono anche in Africa settentrionale e in Unione Sovietica.

Il «Jamiano», i soccorsi e la ricostituzione

Dal 1º novembre 1975 bandiera e tradizioni dell’11º passarono al 27º Battaglione «Jamiano», costituito ad Aviano trasformando il XXXVIII Battaglione del disciolto 132º Reggimento carri. Quest’ultimo era intervenuto durante l’alluvione del Piave del 1966.

Il «Jamiano» soccorse le comunità di Clauzetto e Osoppo dopo il terremoto friulano del 1976, ottenendo una medaglia di bronzo al valore dell’esercito. Nel 1988 intervenne anche dopo la tromba d’aria che aveva colpito Fiume Veneto e Azzano Decimo.

Il 30 settembre 1992 l’11º Reggimento venne ricostituito ad Aviano, incorporando il battaglione. La sede fu poi spostata a Orcenico Superiore. Nel 1994 i suoi uomini prestarono soccorso nell’Alessandrino durante l’alluvione del Tanaro. Nel 1997 il «Jamiano» divenne 11º Battaglione «Caprera», erede dell’XI ciclisti. La cravatta rossa conserva il legame con il 182º Reggimento «Garibaldi».

Gli impegni in Italia e all’estero

Inquadrato nella 132ª Brigata corazzata «Ariete», il reggimento ha partecipato in Italia a Vespri siciliani, Testuggine, Domino, Strade Sicure e al servizio per il G8 di Genova del 2001.

All’estero fu in Kosovo nel 2002 e in Iraq nel 2004. A Nasiriyya, il 6 aprile, l’operazione Porta Pia riportò sotto controllo due ponti occupati da miliziani, che successivamente lasciarono anche il terzo. Il reparto ebbe dodici feriti e ricevette la croce di guerra al valor militare.

Seguirono un altro impiego iracheno nel 2005-2006, le missioni Leonte in Libano nel 2007-2008 e nel 2009, e ISAF in Afghanistan nel 2011, con base a Shindand. Nel 2012 l’11º tornò in Kosovo per Joint Enterprise, assumendo il ruolo di riserva operativa della KFOR.

Bibliografia e fonti

Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.

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