Freccia, dal trasporto della squadra al VBM Plus: storia di un blindato
Dall’esigenza di sostituire gli M113 al VBM Plus del 2024: sviluppo, compiti e trasformazioni del Freccia, con una precisazione sui reparti bersaglieri.
Il Freccia e il posto della fanteria
Trasportare una squadra equipaggiata e disporre di un mezzo destinato al combattimento della fanteria: da questa esigenza nasce il Freccia. La sigla VBM indica il Veicolo Blindato Medio, sviluppato a partire dalla blindo Centauro e realizzato dal CIO, il consorzio formato da IVECO e OTO Melara.
Per i lettori di «Piume Baciatemi» è necessaria una precisazione. La fonte consultata non identifica reparti bersaglieri assegnatari del Freccia e non ne descrive l’impiego da parte loro. Non è quindi possibile ricostruire, su questa sola base, una specifica vicenda dei Bersaglieri. Si può invece seguire lo sviluppo del mezzo nel quadro della fanteria e dei programmi dell’Esercito Italiano.
Nella configurazione ordinaria il Freccia accoglie otto fanti con il loro equipaggiamento. A questi si aggiungono tre uomini di equipaggio: il pilota e due operatori collocati nella torretta. Il riferimento a eventuali varianti più capienti è presentato dalla fonte soltanto come una possibilità, non come una realizzazione accertata.
Dai primi studi alle forniture per le brigate
Il percorso iniziò nel 1998, quando prese avvio lo sviluppo di una famiglia di mezzi derivati dalla Centauro. L’obiettivo era sostituire gli M113 disponibili con un blindato adatto a portare una squadra sul campo di battaglia. Nel 2002 venne consegnato il primo prototipo; la produzione cominciò sul finire del 2008.
La fonte colloca al 6 giugno 2017 il completamento di una fornitura di 249 veicoli per la prima Brigata Media. La ripartizione comprendeva 190 mezzi Combat, 36 controcarro, due posti comando e 21 portamortaio. Un ulteriore programma prevedeva 381 mezzi per una seconda brigata, includendo 120 esemplari destinati all’esplorazione.
Alla stessa data del 6 giugno 2017 risale anche un contratto per 16 Combat, due prototipi posto comando e il completamento dei portamortaio già contrattualizzati. Questa acquisizione era destinata a completare la dotazione della Pinerolo. Per la brigata meccanizzata Aosta, invece, una prima fornitura di 30 Combat era stata contrattualizzata nell’ottobre 2016; le consegne seguirono nel 2018.
I dati complessivi richiedono cautela. Per ottobre 2020 il testo indica 340 consegne su 630 esemplari, mentre l’elenco finale degli utilizzatori riporta quantità suddivise in tranche non pienamente coincidenti con il precedente riepilogo. Queste indicazioni non consentono di ricavare un unico totale senza riserve.
Protezione, armamento e compiti specializzati
La protezione frontale viene descritta come capace di difendere l’equipaggio da proiettili da 25/30 mm. Sono inoltre previsti incrementi della protezione contro mine e ordigni esplosivi, oltre alla possibilità di installare sistemi contro minacce nucleari, biologiche e chimiche.
Il Combat impiega la torretta HITFIST 25 Plus di OTO Melara. L’armamento comprende un cannone Oerlikon KBA B03 da 25/80 mm, alimentato con munizioni NATO 25x137, e una mitragliatrice coassiale da 7,62 mm. Una torretta della stessa famiglia, in una precedente configurazione meno sofisticata, equipaggia anche il Dardo.
Per l’osservazione e il puntamento sono descritti i sistemi Lothar e Janus di Galileo Avionica. Janus permette di esaminare il terreno senza ruotare la torretta. Il testo segnala però un limite pratico: diversamente dal Lothar, non possiede un piccolo tergicristallo e può quindi sporcarsi senza possibilità di pulizia nelle condizioni indicate.
La variante controcarro aggiunge due missili Rafael Spike LR, con lanciatori gestibili separatamente. Il portamortaio rinuncia invece alla HITFIST e dispone di un’apertura per il TDA 2R2M da 120 mm, con caricamento semiautomatico e ammortizzazione del rinculo.
Nel posto comando la zona posteriore dello scafo è rialzata e ospita apparati radio aggiuntivi; è possibile installare una torretta Hitrole telecomandata. La versione ambulanza riprende quello scafo, adattando l’interno al soccorso dei feriti. Completano la famiglia configurazioni per trasporto truppe, recupero, riparazione e rimozione di ostacoli.
L’esplorazione affidata alla Cavalleria
Per la ricognizione, il programma descrive due configurazioni destinate alle unità di Cavalleria. Sono chiamate E1, o «Far», ed E2, o «Close», e vengono presentate come complementari. Entrambe mantengono una torretta HITFIST.
L’E1 è previsto per la scoperta a maggiore distanza. La sua dotazione comprende il radar terrestre LYRA 10, una camera termica e due lanciatori per piccoli velivoli senza pilota Horus. Il radar può individuare e classificare automaticamente anche oggetti piccoli che si muovono lentamente sul terreno.
L’E2 è invece orientato all’esplorazione ravvicinata. Il testo prevede il sensore panoramico Janus Full Format, un veicolo terrestre senza pilota e missili Spike. Queste caratteristiche sono esposte come sviluppi programmati: non vanno confuse con un resoconto di impiego operativo.
Il rinnovamento del 2024: il VBM Plus
Nel 2024 è stata presentata la variante VBM Plus. Il 30 dicembre dello stesso anno TERRARM ha sottoscritto con il CIO un contratto per 76 esemplari: 60 Combat e 16 anticarro. L’accordo, denominato VBM 30 NG, comprende anche il supporto logistico integrato decennale.
Il rinnovamento riguarda scafo, sospensioni, trasmissione e motore. Lo scafo deriva dal Centauro II; il turbodiesel passa dai precedenti 550 CV a 720 CV, adotta il common rail ed è predisposto per una futura configurazione ibrida.
Anche la torretta biposto cambia. Alla maggiore protezione si affianca la X-GUN da 30 mm sviluppata da Leonardo a Brescia, compatibile con munizioni NATO 30x173, comprese quelle antidrone ABM. Arrivano inoltre nuove ottiche digitali JANUS D e LOTHAR SD, un’elettronica di tiro aggiornata, un interfono digitale, la radio SDR VQ1 e il sistema C2D/N EVO. Il percorso del Freccia prosegue così attraverso una revisione della piattaforma, dell’armamento e degli strumenti di comunicazione.
Bibliografia e fonti
Testo originale della redazione di Piume Baciatemi, riscritto consultando la voce di Wikipedia indicata qui sotto (contenuti con licenza CC BY-SA 4.0). Per i dettagli e le fonti primarie si rimanda alle note della voce.
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